IL DE OPTIMO GENERE ORATORUM

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI in breve IL DE OPTIMO GENERE ORATORUM Prendendo le distanze à L importanza della varie tas Nella primavera del 46 a.C. (o, secondo altri, nel 52 o 51 a.C.) tanto dall asianesimo si colloca il De optimo genere oratorum ( La forma perfetta di eloquenza ). Nel libello si rinnoquanto dall atticismo, va la condanna dell asianesimo (à p. 339), ma non manca un attacco all atticismo, che ha Cicerone afferma l importanza per l oratore in Lisia, secondo Cicerone, un modello di aridità e freddezza. di intraprendere una via Dopo aver contrapposto gli oratori Demostene ed Eschine, Cicerone dichiara la superiointermedia. rità del primo. Propone quindi la traduzione latina delle due orazioni di Demostene (Sulla corona) e di Eschine (Contro Ctesifonte), tenute nel 330 a.C. in Atene. Una traduzione à Il primo teorico della traduzione Illustrando i metodi seguiti nel tradurre le due orazioni libera che conservi di Demostene ed Eschine, Cicerone si pone come il primo teorico della traduzione orienla natura e lo spirito tata verso il testo di arrivo. Egli si è comportato non come un interpres ma come un orator, dell originale. ha cioè preferito una traduzione libera, piuttosto che letterale, ma tale che riproducesse il concetto e lo spirito della fonte greca («non ho ritenuto necessario tradurre parola per parola, ma ho mantenuto intatti l intera natura e il valore delle parole , 5, 14). L asianesimo moderato Educato all asianesimo moderato della scuola rodia, Cicerone ribadisce ancora una volta l importanza di mirare a una varie tas stilistica: «Il miglior oratore è colui che con il suo discorso sa persuadere, dilettare, commuovere l animo degli ascoltatori. Persuadere è un dovere, dilettare è a titolo di onore, commuovere è necessario (par. 3). 4. Le opere politico-filosofiche LEZIONE TRECCANI Cicerone filosofo Cicerone studia il pensiero greco fin da ragazzo; in seguito, si dedica egli stesso alla filosofia, in due momenti della sua vita caratterizzati dalla difficoltà a esercitare un ruolo attivo nella vita politica. Il primo periodo, che va dal 54 al 51 a.C., si colloca dopo la tragica esperienza dell esilio, negli anni del triumvirato; a questo periodo risale la composizione del De re publica e la prima elaborazione del De legibus, sul modello rispettivamente della Politèia ( La repubblica ) e dei Nòmoi ( Le leggi ) di Platone. In questi due dialoghi di filosofia politica Cicerone medita sulla condizione dello Stato e delle leggi, analizza la realtà del suo tempo con l acume e l esperienza di chi ha rivestito un ruolo di primo piano nella politica di Roma e non è più nella posizione di farlo. Il secondo periodo è invece quello tra il 46 e il 44 a.C., durante la dittatura cesariana, ed è il più intenso e prolifico (à p. 556). Le opere politiche di Cicerone non rispondono a un mero intento speculativo: dal momento che si alimentano della realtà politica e istituzionale, sono in linea con gli interessi pragmatici della cultura romana. Ne consegue una subordinazione della riflessione filosofica all attività politica che consente di superare l antitesi tra vita attiva e vita contemplativa: nel momento in cui si è costretti a una forzata pausa dall impegno politico, si può ugualmente servire lo Stato con la propria attività intellettuale. IL DE RE PUBLICA Il De re publica, composto tra il 54 e il 52 a.C. e pubblicato nel 51 a.C., è un trattato in forma di dialogo che consta di sei libri legati in tre diadi (coppie), ognuna delle quali è preceduta da un introduzione e registra la conversazione di una giornata. 552

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.