LE PRIME ORAZIONI CIVILI (81-71 a.C.)

L autore Cicerone Il probare presenta uno stile umile o tenue (genus humile o tenue), cioè chiaro, semplice, privo di volgarità o di ricercatezza e ornamenti; corrisponde al sermo degli uomini colti, è privo di volgarità e ornamenti; la sua degenerazione è il genus ex le, uno stile debole, inefficace, scialbo. Al delectare si addice lo stile medio o temperato (genus mediocre o medium o modicum o temperatum), povero di pàthos e connotato da un moderato uso delle figure. Questo stile può degenerare nel genus dissolutum, troppo scorrevole, privo di connessione e di completezza nelle sue parti costituenti. Al flecte re è consono lo stile solenne o elevato (genus sublime o grande o grave): si distingue per la grandiloquenza, per l eccesso nell elaborazione e nella ricercatezza, per la ricchezza di figure e di ornato. Può scadere nello stile sufflatum o tumidum, caratterizzato da un eccessiva enfasi (tumor) e dall uso di arcaismi. Asianesimo e atticismo Dopo il periodo della grande eloquenza attica in lingua greca, rappresentata dall oratoria giudiziaria di Lisia (445-380 a.C. ca) e quella politica di Demostene (384-322 a. C.), alle quali verso il 390 a.C. era seguita l esperienza della scuola di Isocrate (436-338 a.C.), in età ellenistica fioriscono due scuole di retorica, l asiana, il cui fondatore è considerato il retore Egèsia di Magnesia (in Asia Minore) nel III secolo a.C., e l atticista. L asianesimo propone uno stile ampolloso ed esageratamente ornato: l eloquenza asiana è appesantita dagli artifici retorici, ed è caratterizzata dall abuso degli elementi patetici e da un esasperata ricerca del ritmo e della musicalità. In reazione alla scuola asiana se ne forma una atticista, che propugna un ritorno agli oratori attici come modelli di lingua e di stile. L atticismo persegue uno stile scarno, essenziale e geometrico, che può talora apparire freddo e povero. in breve LE PRIME ORAZIONI CIVILI (81-71 a.C.) In difesa di Sesto Roscio Il debutto di Cicerone come oratore avviene nelle vesti di avvocato nel decennio 81-71 a.C. in una serie di cause di diritto civile, non prive di importanti implicazioni politiche. Tra esse si distingue la Pro Sexto Roscio Amerino: nell 80 a.C. Cicerone difende Sesto Roscio (della cittadina laziale di Ameria) dall accusa di parricidio intentatagli da Cornelio Crisògono, un liberto di Silla, intenzionato a sottrargli le cospicue proprietà terriere. Il padre, in realtà, era stato ucciso da alcuni parenti su mandato di Crisògono stesso. Cicerone si trova dunque in una posizione delicata, perché non può permettersi di attaccare il regime sillano né di offendere la nobilitas: concentra quindi le sue accuse sul liberto, dipingendolo come un gretto arrivista (inviso anche all aristocrazia) che, nel disegno politico di Silla, avrebbe dovuto prendere le redini dello Stato. La prosa di questa orazione, caratterizzata da una vivacità giovanile che tende alla ridondanza, è concitata e ricca di ornamenti retorici, come giochi di parole, metafore, allitterazioni. La prima causa importante affrontata da Cicerone è quella in difesa di Sesto Roscio, nella quale si trova ad accusare un personaggio molto vicino a Silla. Busto in marmo di Cicerone, prima metà del I secolo a.C. Roma, Musei Capitolini. 543

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.