Tua vivit imago - volume 1

L autore Cicerone in breve nale di Cicerone, propone una legge che con valore retroattivo commina l esilio e la confisca dei beni ai magistrati che abbiano mandato a morte un cittadino romano senza la provocatio ad populum, il diritto di appello al popolo . Cicerone, che sarebbe colpito da tale provvedimento per la condanna di cinque catilinari nel 63 a.C., convinto da Pompeo e dagli ottimati che speravano di evitare disordini, decide di partire per un periodo di esilio volontario, poco prima che la legge venga promulgata, nella notte del 19 marzo; si reca prima a Turi, poi a Vibo Valentia, a Taranto e a Brindisi, infine a Tessalonica, in Macedonia. I suoi beni vengono confiscati, la sua casa sul Palatino distrutta dalle bande di Clodio (al suo posto Clodio fa erigere un tempio della dea Libertas). Il ritorno in Italia Il 4 settembre del 57 a.C., dopo diciotto mesi di esilio, Cicerone, con l appoggio di Pompeo, è richiamato da Durazzo, in Epiro, a Roma, dove è accolto trionfalmente. Il 5 settembre pronuncia due orazioni di ringraziamento, una al senato (Post reditum in Senatu T1), l altra al popolo (Post reditum ad Quirites), e il 29 settembre con l orazione De domo sua ad ponti ces fa dichiarare nulla la consacrazione dell area della sua casa sul Palatino. Con gli accordi di Lucca nel 56 a.C. il triumvirato viene rinforzato; in questi anni Cicerone prova a mostrarsi più vicino alla politica dei triumviri e si propone per un opera di mediazione tra loro, sostenendo il più delle volte Pompeo. Nel frattempo continua a svolgere attività forense. Dopo aver difeso Milone nel 52 a.C. dall accusa di aver ucciso Clodio, nel 51 a.C. ottiene il proconsolato in Cilicia, una provincia in Asia Minore, ma l esperienza è un fallimento, soprattutto da un punto di vista militare. Dopo Farsàlo Nel 49 a.C., allo scoppio della guerra civile tra Cesare e Pompeo, si schiera dalla parte di quest ultimo, che raggiunge a Durazzo. Dopo la sconfitta dei pompeiani a Farsàlo (48 a.C.), seguita dalla morte di Pompeo in Egitto, nel settembre del 47 a.C. Cesare, ormai capo indiscusso di Roma, concede il perdono a Cicerone che preferisce ritirarsi dalla scena politica: rientra in Italia e soggiorna dieci mesi a Brindisi. Nel 46 a.C., prima dell autunno, divorzia da Terenzia; a dicembre, probabilmente per ragioni economiche, sposa Publilia, una giovane ereditiera di ricca famiglia dalla quale però si separa dopo sette mesi. A metà febbraio del 45 a.C. perde l amata figlia Tullia e inizia a comporre una serie di opere filosofiche ( T22). Mar Nero Corsica mesi; rientrato in Italia Cicerone tenta un avvicinamento con i triumviri e riprende l attività forense. Dopo la sconfitta di Farsàlo, Cicerone ottiene il perdono di Cesare ma sceglie di abbandonare la politica. I domini di Roma (in rosso) durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo; in arancione, gli stati non sottomessi, ma dipendentij. DACIA A Rubicone L esilio dura diciotto TRACIA o Roma Arpino Formia IRO EP Sardegna Sicilia Utica Zela Durazzo MACEDONIA Dur Brindisi Tessalonica salonica Taranto Taranto nto (Salonicco) onicco) Farsalo Turi Vibo Valentia GALAZIA Atene CILICIA Lilibeo Tapso Ma r Me Rodi diterraneo Cipro Creta 539

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.