BRANI CRITICI

BRANI CRITICI 1. Gian Biagio Conte Il lettore sublime In uno dei saggi pubblicati nella raccolta Generi e lettori. Lucrezio, l elegia d amore, l enciclopedia di Plinio, il latinista Gian Biagio Conte mette in luce la strategia dello stile sublime adottato da Lucrezio, ossia sgomentare il lettore esponendolo all immensità del cosmo e generare in lui il desiderio di comprendere le leggi della natura con la forza dell intelletto e di raggiungere, in tal modo, uno stato di elevata imperturbabilità. 5 10 15 20 25 30 L èthos del genere didascalico ellenistico vale a dire la sua intenzione iscritta o codificata nei testi era stato un èthos eminentemente encomiastico; esso rendeva lode alle cose, suggeriva che l oggetto della descrizione era di per sé anche meraviglioso. Più che sull exemplum dimostrativo il testo si costruiva sul paràdoxon stupefacente [ ]: si potrebbe sostenere che in questo caso la matrice della mimesi letteraria era costituita quasi da un ossimoro del tipo i miracoli della Natura , che è come dire, intensificando l opposizione, la Natura è sovrannaturale . Il ritorno che Lucrezio compie in direzione del modello empedocleo1 è rinuncia all atteggiamento miracolistico verso le cose naturali la Natura ritrova la sua maestà oggettiva e non sente il bisogno di retoriche sorprendenti. Dall altra parte il testo si costruisce, in compenso, un personaggio su cui far convergere funzioni epico-panegiristiche;2 l encomio di Epicuro (gli elogia che arrivano fino alla deificazione) assorbe ogni gesto propriamente ammirativo. La Natura, sottratta alle manipolazioni di una retorica del mirum,3 diventa organismo meccanicamente ordinato e campo di ricerca razionale: spettacolo terribile molto più che ammirevole, percorso da lotte e turbamenti incessanti, dietro cui però va compreso un oggettivo sistema di regole fondamentali. E così, al contrario, non est mirandum e nec mirum sono le formule che sovente in Lucrezio articolano l argomentazione: non c è di che meravigliarsi davanti a questo o a quel fenomeno, perché esso è connesso necessariamente con questa o quella regola oggettiva, immeritevole di stupore per chi abbia capito i princìpi delle cose e i loro concatenamenti. La retorica del mirabile è stata sostituita dalla retorica del necessario (necesse est: altra formula eminente dell argomentare lucreziano), che è di fatto il contrario del miracoloso; e questa non può che produrre l esaltazione dell individuo, consapevole ora della propria grandezza intellettuale. Si annida qui il segreto del sublime. Il sublime è l eco della grandezza interiore (pseudo-Longino 9, 2): ciò vale a dire che il sublime, in accordo alla tradizionale vocazione educativa del moralismo antico, è categoria etico-estetica, categoria che coinvolge due diversi modi del sentire umano, in quanto attraverso l atteggiarsi del discorso poetico si vuole insegnare la magnitudo animi. Il sublime diventa un invito alla prassi, offre un modello di atteggiamenti spirituali e di azione morale; per far questo si serve di un testo che è già tutto costruito e programmato (si badi) come un insegnamento e come uno stimolo (un protreptikòs lògos)4 a scegliere una vita alta e forte. Così nel testo lucreziano il sublime diventa forma epifanica di un progetto che fa di una poesia descrittiva sulla natura un esortazione a cogliere (anche così: per via obliqua, per suggestione stilistica) tutta la grandiosità delle norme segrete che regolano l universo e la vita degli uomini. 1. empedocleo: Empedocle (V secolo a.C.) fu un filosofo greco siceliota, autore di due poemi, Sulla natura e le Purificazioni. La sua figura fu altamente influente per il poema lucreziano. 2. epicopanegiristiche: il panegirico è un componimento di carattere encomiastico e pubblico. 3. retorica mirum: si tratta di una retorica che fa perno sugli effetti di meraviglia nell ascoltatore/lettore e non su argomenti logicamente e razionalmente ponderati. 4. protreptikòs lògos: il protreptikòs lògos ( protrèttico ) è un genere letterario consistente nell esortare e invitare l ascoltatore/lettore ad abbracciare la vita filosofica. 529

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.