T10 ITA - L’esempio della polvere

L autore Lucrezio 95 100 105 Quod quoniam constat, nimirum nulla quies est reddita corporibus primis per inane profundum, sed magis assiduo varioque exercita motu partim intervallis magnis confulta resultant, pars etiam brevibus spatiis vexantur ab ictu. Et quae cumque magis condenso conciliatu exiguis intervallis convecta resultant, indupedita suis perplexis ipsa figuris, haec validas saxi radices et fera ferri corpora constituunt et cetera genere horum. Cetera, quae porro magnum per inane vagantur, pacu la dissiliunt longe longeque recursant in magnis intervallis; haec aera rarum sufficiunt nobis et splendida lumina solis. vuoto non ha confini, il moto degli atomi non può avere sosta (quies). Lucrezio, dopo aver messo in evidenza la distinzione fra moto dovuto al peso degli atomi e moto dovuto agli urti (vv. 83-88), si concentra su quest ultimo e spiega che esso può variare (varioque motu) e determinare rimbalzi di diversa ampiezza (intervallis magnis; brevibus spatiis). confulta: participio perfetto da confulcio, con valore mediale ( essendosi scontrati ). partim pars: in parte in parte . 100-104. Et quae genere horum E T10 quanti, aggregati con maggiore compattezza (magis condenso conciliatu), dopo essersi urtati (convecta), rimbalzano in intervalli stretti, impacciati (indupedita) dalle loro stesse figure intrecciate (suis perplexis figuris), questi costituiscono le dure radici della pietra (validas saxi radices) e le masse dure del ferro (fera ferri / corpora) e le altre cose dello stesso genere . Non tutti i corpi, pur essendo tutti formati da atomi e vuoto, hanno le stesse caratteristiche, alcune delle quali sono determinate appunto dal tipo di movimento che gli atomi conservano al loro interno. I sassi e il ferro, per esempio, sono composti da atomi con una configurazione esterna ruvida, disposti secondo schemi intricati (perplexis... figuris), e formano quindi un composto denso, compatto (condenso conciliatu), perché hanno una libertà di movimento assai limitata. indupedita: forma arcaica per impedita. 105-108. Cetera lumina solis Al contrario, atomi fini e leggeri danno forma a elementi come aria e luce. Come verrà spiegato nel terzo libro (à T12), anche l anima è composta da atomi, ma più sottili e mobili, ciò che spiega la velocità del pensiero. Gli altri atomi, che invece vagano nel grande vuoto (magnum per inane vagantur), in piccolo numero (pacu la) saltano lontano (dissiliunt longe) e rimbalzano (recursant) a grandi intervalli; questi ci forniscono (sufficiunt nobis) l aria sottile e gli splendidi raggi del sole . aera: ha la desinenza -a dell accusativo greco ed è collegato a rarum. Nota l allitterazione della r in aera rarum. L esempio della polvere tratto da De rerum natura II, 109-141 italiano Lucrezio illustra il moto degli atomi facendo ricorso, secondo un modulo frequente nel poema, a un immagine familiare al lettore, quella del movimento dei granelli di polvere illuminati da un raggio di luce, che poi procede a spiegare e motivare nel dettaglio. 110 115 Molti inoltre vagano per l immenso spazio senza riuscire a far parte degli aggregati delle cose, né a essere accolti in alcun luogo, né armonizzare i moti. Di tale fenomeno, come dico, si agita e urge sempre davanti ai nostri occhi una parvenza e un immagine. Osserva infatti, ogni volta che raggi trapelano e infondono la luce del sole nell oscurità delle stanze: vedrai molti corpi minuscoli vorticare 499

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.