Intrecci scienze - Il principio di conservazione della massa

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI Analisi del testo Nulla può essere ridotto al nulla Il passo si apre e si chiude con l esposizione, in forma lievemente diversa, della tesi principale (vv. 215-216 e vv. 262264), e il nucleo fondamentale è costituito da una serie di quattro prove addotte a sostegno. Tali prove si dispongono a coppie: la terza è strettamente collegata alla prima, come la quarta alla seconda. Nella prima prova (vv. 215-224) Lucrezio osserva che se la materia fosse di per sé soggetta all annientamento, i corpi scomparirebbero all improvviso, senza essere stati colpiti da alcuna forza esterna; ma l esperienza insegna che questo non è possibile, e che la dissoluzione di un corpo è in realtà un processo graduale in cui è possibile riconoscere l azione di una vis proveniente dall esterno. La terza prova (vv. 238-249) ribadisce questo principio, e ne discute un aspetto particolare, ossia la dipendenza del grado di resistenza delle cose dalla forza della loro coesione. Un incessante ciclo di aggregazione e disgregazione La seconda prova (vv. 225-237) è l unica per la quale disponiamo di un esatto parallelo epicureo (Lettera ad Erodoto XXXIX): poiché il tempo è infinito, se la materia potesse davvero venir distrutta nessuna cosa potrebbe formarsi; in modo simile la quarta scienze e ultima prova (vv. 250-261) insiste sul ciclo continuo di aggregazione e disgregazione, vita e morte, che caratterizza ogni forma di vita sulla Terra. I procedimenti argomentativi del passo sono molteplici, e sia il tipo di prove che la loro disposizione garantiscono una notevole varietà. Le prime tre prove derivano il loro carattere perentorio dall utilizzazione di un argomento per absurdum: l ipotesi che la materia possa davvero distruggersi comporta conseguenze che sono del tutto incompatibili con l osservazione empirica. L ultima prova, un esempio concreto di trasformazione che può sembrare distruzione completa, si ricollega a una tradizione molto antica che la pioggia mandata dal padre cielo fecondi la madre terra e punta soprattutto sul carattere visivo della descrizione. Nota in questa seconda parte del passo la presenza di richiami lessicali espliciti all inno a Venere (àT2) che apre l opera: il potere della Venus physica si fonda sulla indistruttibilità e sulla continua trasformazione della materia. Il tema accennato alla fine del passo (vv. 263-264), che vita e morte sono inestricabilmente collegate l una all altra, viene ripetuto in II, 575-580 e in III, 1003-1010: la serena consapevolezza dell alternarsi di vita e morte è una conquista scientifica che contribuisce a ridimensionare l irrazionale terrore della morte. Mettiti alla prova Laboratorio sul testo ONLINE Il principio di conservazione della massa La legge di conservazione della massa è una delle numerose acquisizioni della scienza moderna intuite in tempi antichi e proposte da Lucrezio. Quest ultimo, tuttavia, non fu il primo a esporre la teoria secondo la quale nulla nasce dal nulla (nihil ex nihilo). Filosofi greci quali Parmenide, Empedocle ed Epicuro avevano avanzato una simile ipotesi (oudèn ex oudenòs, nulla dal nulla ), ossia che la quantità di materia in natura fosse costante nel tempo. Soltanto in tempi moderni, lo sviluppo del metodo sperimentale ha permesso di dimostrare questa teoria. Nel 1748 lo scienziato russo Michail Vasil evic Lomonosov formulò una prima enunciazione del principio di conservazione della massa su 492 basi scientifiche. Nel 1772 il chimico francese Antoine-Laurent Lavoisier, lettore del De rerum natura come testimonia la presenza di una traduzione francese del poema lucreziano nella sua biblioteca, lo riformulò a seguito di numerosi esperimenti: «In una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti . In altre parole, Lavoisier ha dato prova del fatto che, laddove lo stato della materia cambia durante una reazione chimica, la quantità della materia rimane invariata. Tale legge, nota oggi soprattutto nella formula nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma , rappresenta uno dei cardini della chimica moderna.

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.