T5 LAT ITA - La follia della religio tradizionale: il

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI 70 75 quem neque fama deum nec fulmina nec minitanti murmure compressit caelum, sed eo magis acrem irritat animi virtutem, effringere ut arta naturae primus portarum claustra cupiret. Ergo vivida vis animi perv cit et extra processit longe flammantia moenia mundi atque omne immensum peragravit mente animoque, unde refert nobis victor quid possit oriri, quid nequeat, finita potestas denique cuique quanam sit ratione atque alte terminus haerens. Quare religio pedibus subiecta vicissim obteritur, nos exaequat victoria caelo. non lo schiacciarono dicerie sugli dei, né fulmini, né il cielo con minaccioso mormorio; anzi, ancor più ne accesero l ardente valore dell animo, sì che volle per primo spezzare le sbarre serrate alla porta della natura. E dunque vinse il vivo vigore dell animo; avanzò lontano oltre le fiammeggianti mura del mondo e percorse con la mente e col cuore l universo immenso, da cui ci riporta vittorioso che cosa può nascere, che cosa non può e poi per quale ragione ogni cosa ha un potere definito e un confine piantato profondo. Perciò la religione, sottomessa, è a sua volta calpestata; noi la vittoria eguaglia al cielo. (trad. L. Canali) quem: nesso relativo. minitanti murmure: enjambement* e allitterazione* della m. irritat: forma contratta, e insolita, del perfetto irritavit. primus portarum claustra cupiret: doppia allitterazione (della p e della c). Cupiret è un altra forma anomala: solo in questo caso, infatti, il verbo è coniugato come se appartenesse alla quarta coniugazione, non alla terza. Dipende T5 da ut, che introduce una proposizione consecutiva, e regge, a sua volta, l infinito effringere. 72-77. Ergo terminus haerens vivida vis perv cit: marcata allitterazione della v. flammantia mundi: secondo gli epicurei l universo (mundus) era circondato da fiamme, poiché vi si concentravano le particelle più leggere di materia, facilmente infiammabili. refert: regge tre proposizioni interrogative indirette: che cosa può nascere (quid possit oriri), che allude al primo tema del libro (nulla nasce dal nulla: nihil ex nihilo); che cosa non può (quid nequeat; non tutte le combinazioni sono possibili: per esempio, i centauri, parte uomo e parte cavallo, non possono essere esistiti); quale sia il limitato potere (finita potestas quanam sit) di ogni cosa, le leggi naturali che governano l universo. In base a queste leggi, e non al dispotico volere degli dèi, ogni fenomeno può trovare una spiegazione razionale. La terminologia suggerisce l immagine dell eroe vincitore che riporta il bottino. alte haerens: metafora* tratta dalla vita quotidiana: il terminus è una pietra conficcata nel terreno che segna il confine della proprietà terriera. 78-79. Quare religio caelo L oppressione causata da una concezione errata della religione viene eliminata grazie alle scoperte di Epicuro. Nota il rovesciamento dei ruoli tra l humana vita e la religio rispetto ai vv. 62-65. subiecta: participio congiunto riferito a religio: lett. messa sotto i piedi . caelo: dativo retto da exaequat. La follia della religio tradizionale: il sacrificio di Ifigenìa tratto da De rerum natura I, 80-101 latino italiano L elogio di Epicuro si conclude con l immagine della religione sottomessa e calpestata: per evitare di essere tacciato di empietà, Lucrezio rovescia l accusa (secondo un procedimento retorico detto relatio criminis) e mostra a quali comportamenti assurdi si può spingere chi crede ciecamente alle superstizioni. L esempio mitologico di Ifigenìa non è scelto a caso: esso era ben noto perché rappresentato nelle tragedie di Euripide, oltre che in affreschi o gruppi scultorei. 482

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.