PLUS - Lucrezio “oratore”

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI in breve Lucrezio sopperisce à L inventio linguistica La dottrina epicurea prevedeva l uso di una terminologia tecnica che alla mancanza Lucrezio ha dovuto adattare al latino, all epoca privo di un linguaggio astratto codificato. di termini astratti in questa ottica che va inteso il riferimento del poeta alla povertà del vocabolario patrio , la in latino con l utilizzo patrii sermonis egestas (I, 832). Egli riesce a supplire a questa mancanza attraverso una poesia di uno stile suggestivo e altisonante, immaginifica, ricca di perifrasi (liquoris / vitigeni latices V, 14-15), coniazioni (moderatim, I, fatto di arcaismi, 323), calchi dal greco (scaphiis, VI, 1046) e aggettivi composti (Graiugenarum, I, 477 o suavilocomposti, perifrasi quenti, I, 945). Questi ultimi gli sono in parte offerti dalla lingua latina arcaica e in particolar e neoformazioni. modo dall epica enniana, un modello di primaria importanza per lo stile del poema. La patina arcaica della lingua del De rerum natura, infatti, è evidente nel ricorso a stilemi quali assonanza e allitterazione, e a tratti morfologici come il genitivo singolare in -ai della prima declinazione (Iphianassai, I, 85) e gli infiniti passivi in -ier (cunctarier, III, 67). Anche queste scelte sono finalizzate a innalzare il livello stilistico e l attrattività di una materia percepita come difficile e insolita. Il De rerum natura à Un coacervo di suggestioni letterarie Il De rerum natura è poema dal carattere protradisce molti debiti dai fondamente erudito, in grado di armonizzare nel suo impianto didascalico influenze di più disparati modelli vario tipo, soprattutto greche: reminiscenze omeriche, riprese del teatro tragico ateniese del greci ed è espressione V secolo a.C. (Eschilo ed Euripide), echi di poesia lirica (la sintomatologia d amore di Saffo) della raffinata cultura di Lucrezio. ed epigrammatica (Leònida di Taranto, Antìpatro di Sidone), modelli storiografici quali il PLUS La poesia didascalica resoconto tucidideo della peste di Atene, ambientazioni tipiche della poesia pastorale e luoghi comuni della commedia greca nuova e di quella latina. Degno di nota è l influsso di Callimaco, specialmente nella dichiarazione di poetica che compare verso la fine del primo libro e nel proemio del quarto (à T13), e attraverso la quale Lucrezio annuncia la sua intenzione di percorrere nella sua opera un sentiero mai battuto prima. Il recupero lucreziano del modello callimacheo si estende anche alla cura formale dell espressione e, nel complesso, si inserisce nel solco dell influenza della poesia ellenistica sulla produzione poetica latina della fine della repubblica (e in particolar modo sul movimento neoterico). Lucrezio oratore Persuadere è il fine ultimo sia dell oratore sia del narratore didascalico impegnato: entrambi, per conseguire l obiettivo, devono argomentare con dottrina e arguzia, distinguendo ipotesi inattendibili e probabili e cercando la forma espressiva più incisiva ed elaborata. L agone forense presuppone inoltre un sistema fisso di ruoli che si presta a essere riprodotto: un personaggio l oratore, appunto veste i panni dell imputato o dell accusatore di fronte al pubblico, che, per convenzione, rappresenta a sua volta tutta la res publica. Nel De rerum natura il dialogo tra il narratore e Memmio è quello tra Lucrezio (che dà voce al pensiero di Epicuro) e il suo pubblico. I punti di contatto tra la dizione lucreziana e il discorso oratorio, soprattutto quello ciceroniano, sono molto frequenti, e non è facile selezionare pochi esempi significativi. Comuni sono, per esempio, i verbi che il nar- 466 ratore-oratore impiega per definire la sua attività: ago, disse ro, evolvo, incipio, ostendo. Simili sono i momenti dialogici in cui l ansia comunicativa si trasforma in aggressività verbale: per esempio victus fateare necessest, è necessario che tu, vinto, ammetta , una chiusa formulare che Lucrezio ripropone tre volte, trova preciso riscontro in Cicerone. Le somiglianze sono notevoli anche nell organizzazione della materia e nella sua elaborazione concettuale: Lucrezio non solo mutua un repertorio paraformulare indispensabile alla scansione fra parti o alla concatenazione logica con nessi causali e avversativi, ma sembra rifarsi ampiamente anche ad alcune categorie proprie dell oratoria, quali l insistenza sui concetti di verità ed errore, lo stupore dell avversario costretto a ricredersi, l impostazione di un percorso logico-induttivo.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.