GENERE E STILE DEL DE RERUM NATURA

L autore Lucrezio in breve GENERE E STILE DEL DE RERUM NATURA Il miele della poesia come strumento pedagogico Per trasmettere il suo messaggio, Lucrezio sceglie di scrivere un poema didascalico, una decisione non in linea con l ortodossia epicurea, che condannava la poesia come strumento di diffusione di miti e false credenze. Epicuro (come anche Platone) considerava i versi una sorta di formula magica in grado di ammaliare e annebbiare l animo umano, forieri di ideali sbagliati, tanto più difficili da scalzare quanto più intimamente radicati nella coscienza. Per questo Lucrezio giustifica la sua scelta poetica con una breve apologia in cui spiega i motivi che lo hanno portato a intraprendere una strada mai battuta in precedenza. La strategia alla base del De rerum natura consiste nel promuovere una dottrina a volte amara come quella epicurea attraverso una poesia raffinata, tale da poter attrarre anche il sofisticato pubblico romano dell epoca. La forma poetica, per Lucrezio, può agevolare il processo educativo proprio come uno strato di miele consente di ingannare le resistenze dei fanciulli e far loro bere una medicina utile sì, ma appunto amara. Egli insiste sulle possibilità psicagogiche (dal greco psychè, anima , e agogòs, conduttore ) della poesia, sulla sua capacità di persuadere emotivamente, per immagini, più di quanto non possa fare una trattazione in prosa. Il pubblico che Lucrezio ha in mente non è un élite di studiosi capaci di apprezzare una prosa tecnica, anche se limpidissima, come quella di Epicuro: egli vuole entrare con forza nel più ampio dibattito culturale del suo tempo attraverso il medium più efficace che ha a disposizione. A questo si deve anche il carattere prettamente visivo della sua poesia: il frequente ricorso a immagini concrete e ad analogie con la vita quotidiana facilita, infatti, l immediata comprensione e la successiva memorizzazione dei concetti. L imperturbabilità del saggio, per esempio, è paragonata alla tranquillità di chi osserva dalla riva il mare in tempesta (à T8). Lucrezio ricorre Un impronta didascalica In tal modo Lucrezio si inserisce nel solco della tradizione didascalica, rappresentata da autori greci quali Esiodo, Parmenide, il poeta-filosofo Empedocle e i poeti ellenistici Aràto di Soli e Nicandro. La maggior parte dei modelli gli è offerta dalla letteratura greca, dal momento che alla letteratura latina mancano opere didascaliche esametriche di ampia portata (l Euheme rus di Ennio era probabilmente in prosa, il suo Epicharmus e i Didascalica di Accio erano in settenari), anche se un opera che sembra aver influenzato Lucrezio è la traduzione latina di Cicerone dei Fenomeni di Aràto. Seguendo le orme La formularità come puntello dell argomentazione Anche lo stile del poema risponde all esigenza di persuadere il lettore. Non è un caso, quindi, che la ripetizione appaia come uno dei tratti stilistici più marcati del poema: si ripetono brevi frasi, passi anche piuttosto lunghi, ma soprattutto gruppi di parole che tendono a ritornare in una sede metrica fissa, per i quali si usa il termine tecnico di formula , originariamente sviluppato nel campo degli studi omerici. La maggior parte delle formule in Lucrezio riguarda elementi di raccordo e strutturazione dell argomentazione: espressioni quali principio, praeterea, den que, nonne vides, nunc age, postremo, etiam atque etiam tendono a occupare una sede costante nell esametro, e a fornire una guida sicura e prevedibile nei meandri di un discorso tecnico. La ripetizione di passi interi (per esempio i versi I, 146-148 sono identici a II, 59-61) si inserisce nella strategia propria del manuale: concetti essenziali devono essere richiamati con insistenza perché il lettore-discepolo li impari perfettamente. Il De rerum natura ambisce programmaticamente a questo doppio statuto, di narrazione lineare e progressiva e di opera di consultazione disponibile a uso episodico. Allo stesso tempo, il ricorso alla formularità conferma e rivendica la continuità con la tradizione della poesia epica, alla quale rimandano anche l invocazione iniziale a una divinità e la presenza di un protagonista eroico come Epicuro. alla dolcezza della veste poetica per esporre l amara dottrina epicurea e far sì che questa possa raggiungere un pubblico più ampio. di autori greci quali Esiodo, Parmenide, Aràto di Soli, Lucrezio compone un opera di impostazione didascalica. L insistita ripetizione di formule di raccordo, di gruppi di parole o di interi passi aiuta il lettore a interiorizzare i concetti tecnici proposti. 465

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.