Intrecci filosofia - Epicuro e l’epicureismo

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI filosofia Epicuro e l epicureismo Epicuro Il De rerum natura propone al lettore romano la dottrina di Epicuro (341-270 a.C.), un filosofo greco la cui attività si colloca nel periodo intenso di studi e dibattiti che segue alla morte di Platone. La nostra principale fonte su Epicuro è rappresentata dal decimo libro delle Vite di Diogene Laerzio, autore greco di biografie di filosofi vissuto a cavallo tra II e III secolo d.C. Diogene espone il pensiero di Epicuro, ne riporta un elenco delle opere, un testamento, una raccolta di massime (Massime capitali), tre lettere (A Erodoto, A Pìtocle, A Menèceo, rispettivamente sulla fisica, sull astronomia-meteorologia, sull etica) e altri frammenti. Possediamo anche altri testi di Epicuro conservati nei papiri ritrovati nella Villa di Ercolano. Un Della Natura in 37 libri, di cui restano solo frammenti, potrebbe essere stato il modello complessivo più attendibile del poema lucreziano, anche se è chiaro in base ai confronti possibili che il De rerum natura procede in modo sostanzialmente autonomo nella selezione e nell organizzazione degli argomenti. Epicuro aveva fondato ad Atene una scuola filosofica (detta del Giardino dal luogo in cui sorgeva), nella quale insegnava il suo credo a un gruppo scelto di amici. Oltre al poema lucreziano, altre opere antiche ci forniscono informazioni sulla dottrina epicurea: per esempio i frammenti del filosofo di I secolo a.C. Filodemo, Cicerone (in particolar modo il suo De finibus bonorum et malorum) e i Moralia del greco Plutarco (I-II secolo d.C.). La felicità Tema centrale della filosofia epicurea è la ricerca della felicità. La conoscenza della natura, che Epicuro raccomanda come passaggio fondamentale di liberazione dalle superstizioni della religione tradizionale, rappresenta uno strumento di perfezionamento morale: «Di tutte queste cose il principio e il massimo bene è la prudenza; per questo anche più apprezzabile della filosofia è la prudenza, dalla quale provengono tutte le altre virtù, che insegna come non vi può essere vita 460 felice senza che essa sia saggia e bella e giusta, né saggia bella e giusta senza che sia felice. Le virtù sono infatti connaturate alla vita felice, e questa è inseparabile da esse (Lettera a Meneceo 132, trad. G. Arrighetti). Lucrezio segue da vicino questa impostazione di fondo e propone le conoscenze scientifiche come base per una nuova etica: «Questo terrore dell animo, dunque, e queste tenebre / non li devono dissolvere i raggi del sole, né i lucidi dardi / del giorno, ma l aspetto e l intima legge della natura (De rerum natura I, 146-148, trad. F. Giancotti). Il quadrifarmaco I canoni essenziali dell insegnamento di Epicuro sono racchiusi nel cosiddetto quadrifarmaco (tetraphàrmakos in greco, da tètra, quattro , e phàrmakon, veleno e medicina , tetrapharma cum in latino). Originariamente il termine greco indicava un composto farmaceutico di quattro sostanze: resina di pino, grasso animale, pece e cera. A Roma esso indicava invece un piatto composto da quattro tipologie di carne (scrofa, fagiano, cinghiale e prosciutto). L epicureismo impiega questo termine in senso metaforico per indicare quattro princìpi da seguire per raggiungere uno stato di atarassia (dal greco ataraxìa, imperturbabilità ), di assenza di dolore: 1) gli dèi non devono essere temuti; 2) non bisogna avere paura della morte; 3) il piacere è facile a procurarsi; 4) il dolore è facile a sopportarsi. Gli dèi non devono essere temuti dal momento che essi non si curano degli eventi umani e non conferiscono premi e punizioni dopo la morte. Quest ultima non è niente per noi umani, in quanto coincide con l assenza di percezione: un corpo morto non è in grado di percepire nulla, inclusa la morte stessa. Il vero piacere è l assenza di dolore, ossia un piacere che rimane imperturbato: per poterlo conseguire, dunque, basta rimuovere ogni fonte di perturbamento. Il dolore, infine, se intenso, dura poco, se continuo, si sopporta facilmente.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.