Tua vivit imago - volume 1

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO in breve La religione romana La religione romana La religione romana non è una non si fonda sulla religione individuale, ma ha carattere sociale: non si fede del singolo, fonda, cioè, sulla fede del singolo, ma sul rispetto di ma ha carattere sociale. Il pontefice una serie di prescrizioni cultuali, che hanno la funziomassimo è il sommo ne di contrassegnare determinati momenti o aspetti sacerdote. della vita quotidiana (per esempio la nascita, la morte, la semina, il raccolto, il ciclo delle stagioni). Tali momenti di passaggio e trasformazione vengono considerati opera di entità sovrannaturali che in essi manifestano la propria presenza; con il tempo, molte di queste entità, sotto l influsso della cultura greca, saranno assimilate alle divinità elleniche, acquisendone i medesimi tratti. Il sistema religioso romano ha il suo fulcro nel calendario: suddiviso in dodici mesi, ognuno con un numero di giorni compreso fra 28 e 31, esso costituisce uno strumento fondamenta Afrodite accovacciata con le per la scansione dell anno e, soprattutto, per delfino, copia romana del II sec. l individuazione delle festività. Per compensare lo scarto d.C. dall originale greco del fra anno solare e anno del calendario, non perfettamente III sec. a.C. Roma, Collezione coincidenti, viene inserito, ad anni alterni, un mese aggiuntivo Boncompagni Ludovisi di Palazzo Altemps. detto mese intercalare . Ciò avviene a opera del pontefice massimo, la carica sacerdotale più importante: capo del collegio dei pontefici, costui ha il compito di presiedere le cerimonie pubbliche, di tenere un registro degli avvenimenti più importanti di ogni anno (gli annales pontificum, annali dei pontefici ) e, in origine, di fornire la corretta interpretazione dei mores, la complessa serie di norme e rituali che regolavano i rapporti fra i cittadini e, dunque, l applicazione della legge. Altre importanti cariche religiose a Roma sono il rex sacrorum, che conserva le funzioni un tempo attribuite al re, e i flàmini, un gruppo di quindici sacerdoti destinati ciascuno al culto di una divinità ben precisa. Ci sono poi gli àuguri, incaricati di interpretare i segni divini e, in particolare, il volo degli uccelli: a loro si rivolgono i magistrati quando è necessario trarre gli auspicia, ossia consultare gli dèi. Infine vi sono le Vestali, sacerdotesse consacrate alla dea Vesta, di cui custodiscono il fuoco sacro, una fiamma che arde giorno e notte nella loro dimora al centro del Foro. Il tempio di Vesta sul colle Palatino. 42

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Età arcaica e repubblicana