Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI 15 20 omnia haec, quaecumque feret voluntas caelitum, temptare simul parati: pauca nuntiate meae puellae non bona dicta: cum suis vivat valeatque moechis, quos simul conplexa tenet trecentos, nullum amans vere, sed identidem omnium ilia rumpens; nec meum respectet, ut ante, amorem, qui illius culpa cec dit velut prati ultimi flos, praetereunte postquam tactus aratro est. 13-16. omnia bona dicta omnia haec simul parati: con queste due espressioni Catullo riassume ai vv. 13-14 il senso della lunga sequenza precedente: i due amici sono pronti ad affrontare tutte le difficoltà che la volontà divina vorrà disporre (voluntas / caelitum a cavallo dell enjam bement*). pauca nuntiate dicta: arriva a questo punto la richiesta, segnata dal passaggio all imperativo nuntiate: i due dovranno recapitare a Lesbia (in meae puellae l ultimo residuo di amara tenerezza) poche parole amare (non bona, litote*). 17-20. cum suis ilia rumpens vivat voi che siete pronti con me a osare tutto, tutto ciò che dispone la volontà degli Dei, andate a dire alla mia donna poche parole non buone: viva e stia bene insieme ai suoi mille amanti che abbraccia tutti e mille insieme, non amando davvero nessuno, ma spezzando a tutti le reni, e non si volti più indietro a cercare il mio amore, che per sua colpa è caduto come un fiore che al margine del campo l aratro ha falciato, tirando avanti. (trad. G. Paduano) valeatque: i due verbi, allitteranti e in omeoteleuto*, al congiuntivo esortativo, esprimono l augurio di Catullo ricco di sarcasmo. Sarcasmo che è accentuato dalla collocazione dei verbi al centro del verso, in mezzo all iperbato* suis... moe chis, grecismo sprezzante per indicare gli amanti di Lesbia. simul conplexa: la donna abbraccia uomini da ogni parte. trecentos: ha un valore indeterminato e iperbolico. nullum... rumpens: non amando nessuno davvero, ma rompendo di tutti i fianchi senza sosta . Il disprezzo e il riferimento esplicito all atteggiamento di Lesbia sono sottolineati dall episinalefe che lega strettamente il terzo e il quarto verso della strofe. 21-24. nec meum respectet aratro est respectet: il congiuntivo esortativo introduce le ultime amare parole del poeta, riferite al suo amore (meum amorem con forte iperbato), che, per colpa (culpa è ablativo di causa) di quella (illius segna distanza e disprezzo) è caduto (cec dit) come il fiore sul margine di un prato dopo che è stato sfiorato da un aratro che poi è passato oltre . prati ultimi: episinalefe; l aggettivo ultimi è in funzione predicativa. Analisi del testo Lo sviluppo del tema Catullo inizia questo carme dell addio a Lesbia nel segno dei toni alti dell epica, dedicando ben tre strofi a un elenco geografico di gusto imperialistico (cioè dal punto di vista dei conquistatori) di luoghi nei quali i suoi amici Furio e Aurelio sarebbero disposti a seguirlo; nella quarta strofe, il poeta assegna loro il compito di portare a Lesbia un messaggio, il cui contenuto è esposto nelle ultime due strofi: la prima fortemente sprezzante relativa ai comportamenti immorali della donna, la seconda un ripiegamento intimistico sul suo dolore in cui Catullo esorta Lesbia a non voltarsi più indietro verso un amore che ha falciato come un aratro, passando, falcia un fiore ai margini del prato. L immagine finale, così piccola rispetto alla grandiosità delle prime strofi, è la rielaborazione del motivo, già greco, del fiore reciso. 412 Un addio per interposta persona Come mai Catullo affida il messaggio con cui comunica a Lesbia la rottura della relazione ai due amici Furio e Aurelio? Gli studiosi hanno formulato tre ipotesi: 1) il carme è una risposta a una proposta di riconciliazione che Lesbia stessa avrebbe affidato ai due amici del poeta ma nel testo non c è nulla che dia fondamento a tale ipotesi. 2) Furio e Aurelio stavano tentando di propria iniziativa di spingere Catullo a riconciliarsi con la donna amata ma in questo caso si spiegherebbe meno bene il riferimento alla loro strettissima e fidata amicizia: dal punto di vista del poeta, infatti, se davvero vogliono il suo bene, Furio e Aurelio dovrebbero, piuttosto, incoraggiarlo a lasciare Lesbia. 3) Catullo ha deciso di troncare definitivamente la

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.