T7 LAT - Canoni di bellezza

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI T7 Canoni di bellezza tratto da Liber, carme 86 latino In questo epigramma l ideale di bellezza è presentato per mezzo di un confronto tra Lesbia e un altra donna: si tratta di una certa Quinzia, che, pur possedendo alcune virtù, non può essere tuttavia definita bella. Metro: distici elegiaci Qu nt a fo rmo sa est mu lt s, | m h ca nd da , lo nga , re cta est. Hae c e go s c | s ngu la co nf te o r Quintia formosa est multis, mihi candida, longa, recta est. Haec ego sic singula confiteor, totum illud formosa nego: nam nulla venustas, nulla in tam magno est corpore mica salis. 5 ! Lesbia formosa est, quae cum pulcerrima tota est, tum omnibus una omnis subripuit veneres. 1-4. Quintia formosa salis Quin tia confiteor: Quintia, il nome proprio, in posizione enfatica introduce i primi due versi costruiti sull opposizione tra i molti e il poeta: nota l antitesi* con allitterazione* tra i due dativi multis e mihi al centro del verso (inoltre a formosa si contrappongono ben tre aggettivi legati in asindeto*). Catullo sottolinea ulteriormente il suo punto di vista attraverso la presenza esplicita di ego, che non è casuale, perché crea un interessante effetto di eco con nego del verso successivo. confiteor nego: i verbi dell ammissione (confiteor) e della negazione assoluta (nego) sono anch essi collocati in posizione di rilievo, rispettivamente alla fine del pentametro e in corrispondenza della cesura semisettenaria dell esametro. venustas: il sostantivo, etimologicamente connesso al nome di Venere (Venus), è un termine chiave in Catullo. repetita iuvant à p. 395 5-6. Lesbia subripuit veneres Il distico finale è focalizzato su Lesbia, messa in netta opposizione rispetto a Quinzia attraverso l espediente formale della collocazione delle parole, con i due nomi propri isosillabici e isoprosodici (caratterizzati, cioè, dallo stesso numero di sillabe e dalla stessa struttura prosodica) a occupare il primo piede dell esametro, seguiti dal medesimo predicato nominale. omnis: accusativo plurale, equivale a omnes. verbum de verbo / Formosa / Vediamo a quali aggettivi Catullo ricorre in questi testi per dire bello . Bellus, -a, -um: diminutivo di bonus, è il termine che ha avuto più fortuna nelle lingue romanze (in italiano bello , in francese beau ), e indica una bellezza guardata con affetto , cioè con una forte connotazione soggettiva. Formosus, -a, -um: l aggettivo, che ricorre per tre volte solo nel carme 86, indica letteralmente l eccellenza in relazione alla forma (cioè all aspetto), che però deve essere guardata nel suo complesso armonico e che comprende anche delle doti non propriamente fisiche, senza le quali la bellezza non è completa (e anzi si limiterebbe a un fatto puramente esteriore, la pulchritudo). Queste doti sono 394 una certa grazia (la venustas, termine che ha la stessa radice di Venus, quindi un tratto che associa la donna al divino) e una spiccata vivacità intellettuale (il sal di cui parla Catullo al v. 4 del carme 86). Catullo non si esime dall indicare anche alcuni dettagli fisici che per lui contribuiscono a definire un ideale di bellezza. Ricorre, per esempio, all aggettivo candidus, -a, -um: corradicale di candeo e di candor, l aggettivo richiama una luminosità splendente come quella delle stelle; in relazione al corpo femminile ne indica il chiarore della pelle, considerato nel mondo antico un dettaglio di bellezza. Inoltre, per Catullo la donna ideale è alta (longus, -a, -um) e longilinea, snella (rectus, -a, -um).

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.