Il racconto di un amore

L autore Catullo Il racconto di un amore T2 La dedica e il progetto tratto da Liber, carme 1 latino Il carme di apertura, dedicato all amico Cornelio Nepote, contiene diversi elementi di poetica che contribuiscono senz altro a comprendere meglio il progetto letterario del libellus catulliano. Cui dono lep dum novum libellum arida modo pumice expol tum? Corneli, tibi: namque tu solebas meas esse aliquid putare nugas, iam tum, cum ausus es unus Italorum omne aevum tribus explicare cartis, doctis, Iuppiter, et laboriosis. Quare habe tibi, quicquid hoc libelli, qualecumque; quod, o patrona virgo, plus uno maneat perenne saeclo. 1-2. Cui dono expol tum Il poeta immagina di avere in mano la copia del volumen e si interroga su quale sia il dedicatario più adatto. Cui dono: il dativo del pronome interrogativo verrà ripreso da tibi al v. 3. seguito dal verbo dono, che ricorre con efficacia al modo indicativo anziché al congiuntivo. lep dum expol tum: il libretto (il diminutivo si riferisce allo stesso tempo alle dimensioni ridotte dell oggetto e alla leggerezza dei contenuti dell opera), raffinato (lep dum) e nuovo (novum), è stato appena levigato (modo expol tum; il termine rimanda alla levigatura finale delle estremità del volumen papiraceo) con la pomice (arida pumice), pietra leggerissima. Nota i due aggettivi con cui Catullo definisce la sua opera: lep dum, che indica la presenza di lèpos, la grazia raffinata, ideale artistico della poesia nuova, e novum, che rimanda al concetto di nov tas letteraria, rivendicato con orgoglio da Catullo e da tutti i poeti della sua cerchia. Il riferimento concreto all oggetto libro, che oggi si definirebbe fresco di stampa, crea la cornice fittizia del componimento e allo stesso tempo pone le basi per il complesso sistema di riferimenti al concetto di elaborazione formale, innestato sulla corrispondenza LETTURA do Cu no le p du m | no vu m l be llu m Metro: endecasillabi faleci 5 10 Audio tra la leggerezza fisica del volume e quella tematica del suo contenuto. 3-4. Corneli putare nugas Arriva qui la risposta al quesito dei vv. 1-2: il dativo tibi è preceduto dal vocativo del nome proprio dell amico, collocato con enfasi all inizio del verso: il dedicatario è Cornelio Nepote (ca 90-30 a.C.), conterraneo di Catullo e autore dei Chronica a cui si allude nei versi successivi. namque: introduce la motivazione della scelta: l amico (da notare la presenza del pronome personale tu, con poliptoto* dopo tibi) era solito (solebas) ritenere che le sciocchezze di Catullo (meas nugas) valessero qualcosa (esse aliquid). meas nugas: nota il forte iperbato* che separa tra di loro l aggettivo possessivo (meas) e il sostantivo (nugas), collocati rispettivamente all inizio e alla fine del verso. Nugae è un importante termine chiave della poesia catulliana, che non a caso dà il nome alla prima sezione del Liber e che lega la poesia al lusus leggero e al tema amoroso, denunciando con orgoglio l appartenenza a un genere meno impegnato. 5-7. iam tum laboriosis In questi versi, collegati ai precedenti grazie alla sottolineatura della coincidenza cronologica (iam tum), Catullo celebra l opera ! repetita iuvant p. 382 à (per noi perduta) più importante dell amico. ausus es Italorum: la lode del grande impegno di Cornelio è sottolineata dal riferimento al coraggio dell impresa, che l amico ha avuto l ardore (ausus es) di portare a termine, unico tra gli Italici (unus Italorum). omne laboriosis: l opera di Cornelio è una storia universale (omne aevum) esposta organicamente (questo il senso da attribuire al verbo explicare) in tre libri (tribus cartis) ritenuti eruditi (doctis) e frutto di fatica (laboriosis con senso passivo). Iuppiter: è un esclamazione ( per Giove! ). 8-10. Quare habe tibi saeclo Qua re qualecumque: con quare sono riassunte le motivazioni che fanno di Cornelio il dedicatario dell opera, a cui Catullo ora concretamente passa (habe tibi significa proprio eccoti ) il libellus (il termine, al genitivo, è collocato alla fine del verso esattamente come al v. 1), qualunque sia il suo valore in termini di dimensioni (quicquid) e di qualità (qualecumque). o patro na saeclo: nell ultimo verso e mezzo, Catullo, invocando la Musa (o patrona virgo, volutamente non precisata), si augura che il libro (quod è nesso relativo) possa durare per più di una generazione (plus uno saeclo). 381

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Età arcaica e repubblicana