Tua vivit imago - volume 1

PANEM ET CIRCENSES Fu il poeta del I secolo d.C. Giovenale (Satire X, 81) a coniare la formula panem et circenses per descrivere uno dei meccanismi di demogogia popolare più influenti sulle masse romane. L espressione indicava un sistema di controllo della plebe della città di Roma che, partito quasi in sordina in epoca repubblicana, si era progressivamente trasformato in routine: elargire a una parte del popolo donazioni di frumento e regalargli contemporaneamente la possibilità di assistere gratis agli spettacoli che si tenevano non solo nelle arene, ma anche nei circhi, negli stadi e nei teatri era una strategia indispensabile per creare una rete di clientes e scalare così i vertici della popolarità politica. Fino al XIX secolo l arena del Colosseo era coperta da una pavimentazione in legno, a sua volta ricoperta di sabbia, che rendeva l aspetto dell anfiteatro molto simile a come doveva apparire nell antichità. Fino a noi TIFO E VIOLENZA: UNA COSTANTE DELLA STORIA? CESARE E L ANFITEATRO Ma perché se è stato costruito nel I secolo d.C., presentiamo qui, in relazione al contesto storico dell età di Cesare, il Colosseo? Perché proprio Cesare fu uno dei primi che, nel 46 a.C., fece costruire un anfiteatro di legno nel foro di Roma. Fin dalla gioventù egli aveva ben appreso la potenza del meccanismo clientelare ed era famoso per la magnificenza dei giochi da lui organizzati, in cui faceva combattere centinaia di gladiatori. Secondo Plinio, l anfiteatro fu inventato a Roma nel 53 a.C. da Scribonio Curione: costui era canditato al tribunato e attirò l attenzione degli elettori facendo costruire due teatri in legno montati su perni, tangenti tra loro lungo il lato curvo. Durante la mattina vi si svolgevano spettacoli teatrali, ma nel pomeriggio, durante i giochi gladiatori, i due teatri venivano fatti ruotare di 180° in modo che i due emicicli andassero a formare un ovale, appunto l anfiteatro (da amphi, intorno , e theatron, teatro ). teatro greco La passione del pubblico antico per i combattimenti dei gladiatori non era molto diversa da quella delle moderne folle che assistono alle partite di calcio ed era all origine di violenze, scontri e incidenti sorprendentemente simili a quelle che funestano l attuale tifo sportivo. Lo storico Tacito (ca 55-120 d.C.) racconta per esempio che nel 59 a.C. in Campania «futili incidenti diedero origine a violenti scontri, con morti, tra gli abitanti di Nocera e quelli di Pompei, durante uno spettacolo di gladiatori [ ]. Cominciarono, con l intemperanza tipica delle cittadine di provincia, a scambiarsi insulti, poi sassi, per finire col mettere mano alla spada; ebbero la meglio quelli di Pompei, presso i quali si dava lo spettacolo. Molti di Nocera furono riportati nella loro città col corpo mutilato o segnato da ferite, e parecchi piangevano la morte di figli o genitori. Il principe [Nerone] affidò l inchiesta sugli incidenti al senato e il senato ai consoli. Poi, quando la faccenda ritornò al senato, ai Pompeiani furono vietate per dieci anni simili riunioni (Annales XIV, 17, trad. M. Stefanoni), mentre gli organizzatori dello spettacolo furono addirittura mandati in esilio. anfiteatro romano Sembra dunque che un rapporto tra tifo sportivo e manifestazioni di violenza collettiva sia una costante della storia, almeno in alcune culture: premesso che la violenza non può mai essere giustificata, come ti spieghi l esistenza di tale rapporto? A tuo avviso, è la passione portata all eccesso a degenerare in comportamenti irrazionali oppure il tifo è soltanto un pretesto per poter dare sfogo a pulsioni connaturate all essere umano?

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.