LUCILIO, L’INVENTORE DELLA SATIRA

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI 10 15 «O re, non è affatto straordinario se a qualcuno in sogno accadono delle cose che di solito gli uomini da svegli fanno, pensano, curano, vedono e ad esse attendono con molta cura e solerzia, ma gli dèi in una faccenda così importante non a caso inviano indizi non previsti. Bada perciò che quello che tu ritieni essere stupido come una bestia non racchiuda in petto un animo di sapienza ben fornito, e ti cacci via dal regno; infatti ciò che ti è stato mostrato del sole presagisce per il popolo un mutamento politico molto vicino. Questi avvenimenti siano per il bene del popolo! Infatti l aver l astro più bello preso la direzione da sinistra verso destra, ha significato un magnifico augurio; che lo stato Romano sarà splendido . (trad. V. D Antò, con adattamenti) Analisi del testo Il sogno del re Nel racconto del re si individuano due sezioni: la prima (rr. 1-6) ha come protagonista il re stesso, mentre nella seconda (rr. 6-8) l attenzione passa sull ariete che ha la meglio su di lui. Tarquinio racconta di aver sognato un gregge spinto da un pastore. Scelti due arieti gemelli, il sovrano si accinge a immolare il più bello, quando l altro ariete lo butta a terra a cornate ferendolo gravemente. I due arieti rappresentano i fratelli Marco Giunio Bruto e Lucio Giunio Bruto; l ariete più bello è il fratello più grande, cioè Marco, eliminato da Tarquinio insieme al padre quale avversario politico della monarchia. Da terra Tarquinio vede il sole mutare il proprio corso. L interpretazione dell indovino Dopo un introduzione di carattere generale (agli uomini appare nei sogni tutto ciò che essi fanno e pensano da svegli), l indovino passa all interpretazione del sogno di Tarquinio: soffermandosi in particolare sull episodio dell ariete che abbatte il re a cornate, egli invita a non considerare l animale come tale, perché potrebbe rivelarsi straordinariamente intelligente e in grado di detronizzare il re. Il mutamento del sole presagisce un cambiamento di governo: l indovino lo interpreta in senso molto favorevole per l intera res Romana publica, per questo formula un augurio di felicità al popolo. Mettiti alla prova Laboratorio sul testo ONLINE in breve LUCILIO, L INVENTORE DELLA SATIRA La vita VIDEO Lucilio Gaio Lucilio nasce a Suessa Aurunca, in Campania, probabilmente intorno al 180/170 a.C. Milita come eques all assedio di Numanzia nel 134-133 a.C. al seguito dell amico Scipione Emiliano (Velleio Patercolo, Historia Romana II, 9, 4). Nel 126 a.C. lascia Roma temporaneamente per effetto di una legge che prescrive l allontanamento dei cittadini non romani. La sua famiglia appartiene all ordine equestre, è molto ricca e trae rendite dai latifondi che possiede in Sicilia, in Sardegna, nel Lazio e nell Italia meridionale. Proprio grazie ai mezzi economici familiari perfeziona gli studi in Grecia. Lucilio possiede due case, una a Roma e l altra a Napoli: qui muore nel 102 a.C.; a Roma gli vengono decretate pubbliche esequie. Lucilio, pur provenendo Il rifiuto della politica in nome dell otium letterario Nonostante la nobiltà e la ricchezza da una famiglia agiata, si della famiglia, Lucilio rifiuta di intraprendere la carriera politica, militare e commerciale, dedica esclusivamente perché preferisce coltivare i propri interessi (critica letteraria, grammatica, filologia e filosoalla poesia e, in fia) e dedicarsi solo all attività poetica, che esercita con la libertà di giudizio e di pensiero che particolare, alla satira, di cui è considerato non era concessa agli intellettuali clienti di patroni (Livio Andronico e Terenzio erano liberti, l inventor. Nevio e Catone piccoli proprietari). 312

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.