Tua vivit imago - volume 1

La tradizione dei testi e la filologia in breve era avvolto lungo un bastoncino di legno al quale veniva fissata una targhetta con l indicazione dell opera e del libro. I rotoli così conservati dovevano però essere periodicamente sostituiti: il papiro era infatti un materiale economico ma poco resistente, e per poter continuare a leggere un testo era necessario, dopo alcuni anni, farne una nuova copia. Si capisce perché, a partire dal III secolo d.C., si sviluppò e si impose una nuova forma per la trasmissione dei testi: il codice , del tutto analogo a un libro moderno. A differenza del rotolo, il codice conteneva una maggiore quantità di testo e risultava più pratico per la lettura; inoltre era composto da fogli di pergamena, ottenuti dalla concia di pelli di animali e notevolmente più resistenti. Ma non tutte le opere furono tramandate in questa nuova forma: se i testi più letti e famosi furono trascritti in numerosi esemplari, molti altri furono copiati in misura minore o lasciati sui vecchi rotoli, finendo per sopravvivere in pochi esemplari o scomparendo del tutto. Pagina dal codice miniato per il re Ferdinando I di Napoli delle Filippiche di Cicerone, XV secolo. La necessità di riciclare Il gusto letterario Una selezione analoga delle opere i supporti scrittori, giunte fino a noi fu determinata, in altri casi, non tanto molto costosi, porta da motivi legati a un cambio del supporto scrittorio, alla cancellazione di alcuni testi a favore quanto a un mutamento dei gusti letterari . I codici, come abbiamo appena ricordato, eradi altri. no composti da fogli di pergamena, un materiale più durevole ma anche più costoso: per questo, se il testo che vi era trascritto non interessava più, era possibile cancellarlo, raschiando la pelle e immergendo i fogli nella calce, per sbiancarli e riutilizzarli. I fogli così ottenuti sono detti palinsesti ( raschiati di nuovo , dal greco pàlin psàomai, ) e sono per noi particolarmente preziosi, perché a volte conservano tracce del testo originale, e permettono così di recuperare opere che sarebbero andate altrimenti perdute (è il caso del palinsesto della Repubblica di Cicerone, ritrovato da Angelo Mai). Anche numerosi Il fattore casualità Anche il caso, infine, ha avuto un suo ruolo. Per quanto un testo poelementi dovuti tesse aver avuto successo, per motivi diversi potevano essere rimaste solo poche copie di esso al caso possono aver in circolazione: incendi, alluvioni, incidenti o semplicemente i danni del tempo hanno compromesso la storia ulteriormente ristretto la nostra conoscenza. di un testo. Rispetto all ipotetica situazione di partenza, quindi, è giunta fino a noi soltanto una piccola parte dei testi scritti nell antichità, e grazie soltanto a una parte delle copie che sono state effettuate: riprendendo l immagine dell albero genealogico, è come se molti dei rami si fossero seccati, e altri fossero stati tagliati del tutto (figura 2). I secolo II III IV A V VI VII VIII 30 BC I F DE J N H K L O M Figura 2. Solo alcuni manoscritti (qui indicati con lettere) fra quelli prodotti sono giunti fino a noi.

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.