T12 ITA - Due padri a confronto

L autore Terenzio anzi opportuno, utilizzare un testo greco, purché di questo non si fosse già servito un altro autore; da qui l insistenza sul mancato impiego, da parte di Plauto, di una porzione del testo di Dìfilo, libera quindi da vincoli e passibile di una traduzione letterale, come viene specificato dal poeta (vv. 6-11). L accusa di essere un prestanome La seconda questione, più delicata, è quella dell aiuto che il commediografo avrebbe ricevuto, secondo le accuse dei detrattori, dai suoi potenti amici nella stesura delle commedie: Terenzio non conferma e non smentisce, ma si limita a dichiarare che ciò che i maligni affermano a suo discapito, cioè la sua amicizia con Lelio e Scipione Emiliano, è per lui motivo di grandissima lode. L atteggiamento evasivo è probabilmente dovuto alla volontà di togliersi d impaccio in modo elegante: se Terenzio avesse negato qualsiasi aiuto da parte di questi ultimi, sarebbe potuto apparire orgoglioso e scortese nei loro confronti; d altra parte, se avesse ammesso una qualche forma di aiuto, li avrebbe messi in imbarazzo, perché il loro elevato status sociale non era compatibile con l attività propria di un commediografo. Mettiti alla prova Laboratorio sul testo ONLINE T12 Due padri a confronto tratto da Adelphoe, vv. 81-154 (atto I, scena II) italiano La scena che segue, con il dialogo fra i due fratelli Dèmea e Micione, rappresenta l apice della disputa sull educazione da impartire ai figli. Irrompe sulla scena Dèmea, furioso per quella che crede l ennesima bravata di schino, cioè il rapimento di una ragazza, e aggredisce Micione, ai suoi occhi colpevole di un atteggiamento troppo permissivo nei confronti del figlio adottivo. In realtà, schino ha rapito la ragazza per conto del fratello Ctesif ne, considerato da Dèmea come il modello di tutte le virtù e l incarnazione dell efficacia del suo metodo educativo. 5 10 15 Dèmea Ah, bene: proprio te sto cercando. Micione Perché hai quella brutta cera? Dèmea E me lo chiedi? Dov è schino? Non lo sai perché io sono imbronciato? Micione (a parte) L avevo detto che succedeva? (A Dèmea) Cos ha fatto? Dèmea Cos ha fatto? Non si vergogna di nulla, non ha paura di nessuno e crede che lui non sia condizionato da nessuna legge. Lascio stare ciò che ha fatto finora; ma adesso, ha combinato uno scandalo! Micione Di che si tratta? Dèmea Ha fracassato una porta, ha fatto irruzione in casa d altri, ha pestato a morte il padrone con tutti i servi, e si è portato via la donna di cui si era innamorato. Lo gridano tutti, che è un grosso scandalo. Mentre venivo qui, quanta gente me lo ha detto, Micione. sulla bocca di tutti. E poi, se proprio si deve fare un confronto, non vede come suo fratello si occupa degli interessi della famiglia e se ne sta in campagna, contentandosi di poco e senza grilli per la testa? Quello non ha mai fatto nulla di simile. Queste cose, quando le dico per lui, Micione, le dico a te: sei tu che lo lasci rovinare. 269

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.