T10 ITA - L’umanità di Bàcchide

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO T10 L umanità di Bàcchide tratto da Hecy ra, vv. 816840 (atto V, scena III) italiano Nell originale di Menandro, il momento del riconoscimento dell anello, da cui deriveranno la riappacificazione fra i due giovani sposi e la felice conclusione della commedia, trova spazio sul palcoscenico e avviene davanti agli occhi del pubblico; in Terenzio, invece, è affidato alla monodia di Bàcchide, la cortigiana di cui Pànfilo era innamorato prima di sposare Filùmena. Giunta sulla scena, Bàcchide informa il pubblico del fatto che l anello donatole da Pànfilo è stato riconosciuto come appartenente a Filùmena, violentata una notte dal giovane ubriaco. Subito dopo aver commesso lo stupro, Pànfilo si era recato da Bàcchide e, su insistenza di quest ultima, le aveva raccontato l accaduto, consegnandole l anello (evidentemente per liberarsi di una prova del misfatto commesso). Si scopre così che Filùmena è incinta del marito ed è questa rivelazione a consentire il lieto fine. 5 10 15 20 Bàcchide Che grande gioia ho procurato oggi a Pànfilo con la mia venuta! Quanti vantaggi gli ho portato! Quante preoccupazioni gli ho tolto! Gli restituisco il fi glio, che per poco non moriva per colpa sua e di queste donne; gli rendo la moglie, che ormai pensava che non avrebbe più riavuta; e l ho liberato dal sospetto che avevano verso di lui suo padre e Fidippo.1 stato quest anello che ha provocato la scoperta di tutto questo. Mi ricordo che, circa dieci mesi fa, cominciava ad essere notte, quando venne di corsa a casa mia, affannato, senza nessuno che lo accom pagnasse, pieno di vino e con quest anello. Lì per lì ebbi paura: «Pànfilo mio, gli dico, perché sei così stravolto? E questo anello, dove lo hai trovato? Dimmelo . Lui fingeva di pensare ad altro. Quando me ne sono accorta, sospettai qualcosa: co minciai ad insistere ancora di più perché me lo dicesse. Lui allora confessa di aver violentato una sconosciuta per strada, e dice di averle strappato l anello, mentre quella si difendeva. Ed è quello che ha riconosciuto poco fa Mìrrina2 e che io avevo al dito. Mi ha chiesto di dove proveniva: io le ho raccontato tutto questo. Di qui si è potuto scoprire che Filùmena era stata violentata da lui e che in seguito gli è nato questo figlio. Son contenta che tutte queste gioie gli siano capitate per merito mio, anche se le altre prostitute su questo non saranno d accordo: perché non è nel no stro interesse che un nostro amante sia contento del matrimonio. Io, però, non mi convincerò mai a far del male per guadagno. Lui con me, finché è stato possibile, è stato buono, affettuoso e gentile. Il suo matrimonio è stata una cosa terribile per me, devo ammetterlo; però penso di non aver fatto nulla per meritarmelo. Se da uno hai avuto tante gioie, è giusto sopportarne anche le amarezze. (trad. O. Bianco) 1. Fidippo: il padre di Filùmena. 2. Mìrrina: la madre di Filùmena. 264

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.