Tua vivit imago - volume 1

L autore Terenzio 30 35 autorevole consenso alla mia iniziativa sia di sostegno e di aiuto. Se è vero che non ho mai chiesto compensi esosi per la mia arte e che ho sempre considerato massi mo guadagno venire incontro il più possibile alle vostre esigenze, consentitemi di ottenere che colui che ha affidato le sue aspirazioni alla mia tutela e se stesso alla vostra lealtà, non sia ingiustamente deriso e raggirato da uomini ingiusti.3 Per un riguardo a me, sostenete la causa e ascoltate in silenzio, in modo che anche ad altri faccia piacere scrivere ed a me torni rappresentare ancora delle commedie nuove, acquistate a mie spese. (trad. O. Bianco) 3. uomini ingiusti: sembra un allusione a commediografi rivali, forse a quel Luscio Lanuvino nel quale si tende a identificare il malevolus vetus poeta ( vecchio poeta malevolo ) menzionato da Terenzio nel prologo dell Heautontimorume nos ai vv. 22-23: Tum quod malevolus vetus poeta dictitat, / repente ad studium hunc se adplicasse musicum («Poi c è quello che va dicendo un vecchio poeta malevolo, che questo autore si sarebbe dedicato all arte drammatica all improvviso, contando sul talento degli amici e non sulle sue capacità , trad. O. Bianco). Analisi del testo Una vera e propria arringa Protagonista di questo secondo prologo è Turpione, che si presenta nelle vesti di avvocato difensore dell autore (orator è il termine che compare nel testo latino al v. 6) e, come previsto da un arringa giudiziaria, struttura il proprio discorso in base alle parti nelle quali veniva divisa un orazione (come spiegherà Cicerone à p. 542): exordium, narratio, argumentatio e peroratio. In questo caso troviamo però, al posto della argumentatio (la dimostrazione ), una commendatio (cioè una raccomandazione ), che precede la narratio. Turpione inizia, dunque, con un exordium (rr. 1-14) finalizzato ad accattivarsi le simpatie del pubblico richiamando ricordi personali: anni prima si era cimentato con alcune novità di Cecilio Stazio poco apprezzate dal pubblico, ma, nonostante gli insuccessi, non aveva abbandonato la speranza. Grazie alla sua ostinazione e alla volontà di incoraggiare l autore, i lavori di Cecilio erano stati finalmente conosciuti e apprezzati. L exordium lascia il posto alla commendatio (rr. 15-18), ovvero alla raccomandazione agli spettatori: come favore personale l oratore chiede l attenzione del pubblico, che, con la sua intelligenza, può evitare la calamitas (il termine è lo stesso utilizzato nel primo prologo à T5) che si era abbattuta sulla commedia; e qui inizia la narratio (rr. 18-25), ovvero il racconto à Mosaico raffigurante un attore mascherato provieniente dalla Villa di Cicerone a Pompei, II secolo a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale. delle vicissitudini a cui l Hecy ra è andata incontro nelle precedenti rappresentazioni. Il prologo si conclude con la peroratio (rr. 26-36), in cui Turpione fa leva sul guadagno che potrà trarre da questa rappresentazione: l invito al pubblico a fare silenzio è ancora una volta accompagnato dalla richiesta di un favore personale («Per un riguardo a me ), che permetterà al capocomico di continuare a rappresentare i testi che ha pagato personalmente. Si tratta di una vera e propria captatio benevolentiae, cioè del tentativo di conquistare la benevolenza degli ascoltatori, con quello che oggi definiremmo come una sorta di ricatto morale . Mettiti alla prova Laboratorio sul testo ONLINE 257

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.