L’Hecy̆ra

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO L Hecy ra T5 Una commedia sfortunata tratto da Hecy ra, vv. 1-8 (prologo I) latino italiano L Hecy ra è la commedia più emblematica del teatro terenziano e quella che più di tutte le altre ha indotto a scorgere in lui il precursore di generi moderni come la commedia di carattere o il dramma borghese. A decretare tale successo presso i lettori delle epoche successive sono stati l approfondimento dell analisi psicologica dei personaggi e la presenza di riflessioni di argomento morale e pedagogico; l altra faccia della medaglia è rappresentata dall assenza delle forme più evidenti di comicità e di azione, il che la rende un tipico esempio di commedia stataria. Quest ultima caratteristica fu verosimilmente all origine dei ripetuti insuccessi all epoca delle prime rappresentazioni, di cui ci parla lo stesso Terenzio nei due prologhi premessi alla commedia. Quello che segue è il prologo della seconda rappresentazione dell Hecy ra (il prologo della prima non ci è pervenuto), avvenuta nel 160 a.C. in occasione dei giochi funebri per Lucio Emilio Paolo. La commedia era stata già rappresentata cinque anni prima, ma il pubblico aveva abbandonato il teatro per assistere all esibizione di un funambolo. Metro: senari giambici 5 Hecyra est huic nomen fabulae. Haec quom datast nova, novom interve nit vitium et calamitas ut neque spectari neque cognosci potuerit; ita populus studio stupidus in funambulo animum occuparat. Nunc haec planest pro nova, et is qui scripsit hanc ob eam rem noluit iterum referre ut iterum possit vendere. Alias cognostis eius; quaeso hanc noscite. La suocera è il titolo di questa commedia. Quando fu rappresentata la prima volta, le capitò una disgrazia imprevedibile, sicché non la si poté né vedere né apprezzare, tanto il pubblico, stupida mente eccitato, si era lasciato prendere da un funambolo. Ora è proprio come se fosse nuova; e l autore non volle rappresentarla di nuovo subito, per una sola ragione, perché potesse venderla una seconda volta. Di lui, ne conoscete altre; per favore, cercate di conoscere anche questa. (trad. O. Bianco) 1-8. Hecyra hanc noscite Questo prologo, recitato in occasione della seconda messa in scena della commedia, esprime tutto il rammarico del poeta per l insuccesso della prima rappresentazione, determinato da una sventurata congiuntura di eventi, per cui Terenzio ricorre a espressioni proprie della sfera dei segni augurali: interve nit vitium et calamitas, preceduto dalla paronomasia* nova novom, rimanda a una situazione sfavorevole, come era stato già notato dal grammatico tardoantico Elio Donato 254 nel suo commento al testo. La disgraziata circostanza cui si fa cenno ha impedito che la commedia potesse essere vista e giudicata: pertanto essa è riproposta dall autore come nuova. quom: forma arcaica per cum. datast: aferesi per data est. ita populus occuparat: lett. tanto il popolo, istupidito dalla passione (studio stupidus; l aggettivo deriva dal verbo stupeo), aveva occupato l animo (animum occupa rat, forma sincopata per occupaverat) con [lo spettacolo di] un funambolo (in funambolo) . vendere: indica l atto di mettere sul mercato il testo perché venga rappresentato. L autore di una commedia percepiva il compenso solo sulla prima rappresentazione e non poteva, quindi, venderla una seconda volta: in questo caso sembra di capire che cinque anni prima, non essendo stata portata a termine la prima rappresentazione, Terenzio avesse deciso di ritirare il suo testo, per ripresentarlo poi, magari dopo averlo rimaneggiato, in un momento successivo.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Età arcaica e repubblicana