Tua vivit imago - volume 1

L INCONTRO CON L AUTORE LO STILE DI TERENZIO sobrietà e semplicità sermo cotidianus lingua stilizzata Già nella scelta del metro Terenzio si distacca molto dai numeri innumeri plautini: per dare maggiore verosimiglianza al monologo di Clitifone, egli abbandona i metri lirici e opta per il più piano ottonario giambico. I monologhi, del resto, sono una caratteristica del teatro del commediografo africano, perché attraverso di essi si svela e si chiarisce la psicologia dei personaggi. Questo in particolare può essere considerato uno dei cosiddetti monologhi patetici , in cui lo stile rivela il coinvolgimento dell autore, la sua simpatia umana per colui che lo recita: una simpatia, è stato notato, tanto lontana dal distacco di Menandro quanto dalla beffa di Plauto. La sintassi è lineare e piana: mancano costrutti particolarmente complessi e l impressione è quella della semplicità del linguaggio parlato (esplicitamente imitato in alcune espressioni ellittiche come Da mihi e adfer mihi al v. 223 o Recte al v. 228). La lingua risulta stilizzata, cioè per lo più costante e uniforme: in Terenzio non si trovano i neologismi, le invenzioni lessicali plautine, così come sono assenti i termini volgari e osceni. Gli arcaismi, pur presenti, sono meno frequenti che in Plauto, mentre, proprio come nella lingua parlata, vengono utilizzate spesso espressioni generiche come il sostantivo res (illarum rerum, v. 215). Anche le figure retoriche sono usate con moderazione e solo per dare maggiore pàthos al discorso, non per sfoggio di virtuosismo: per esempio, l accumulazione in asindeto al v. 227 esprime l esasperazione di Clitifone per i comportamenti e le pretese della sua amica . I TEMI DI TERENZIO educazione padri e figli conflitto introspezione psicologica Il passo affronta uno dei temi più caratteristici del teatro terenziano: quello del rapporto tra padri e figli. Nel lamentarsi della severità di suo padre, Clitifone si richiama, da un lato, a un motivo tradizionale del genere comico; dall altro, però, lo sviluppa in modo originale, coerentemente con la riflessione di Terenzio sul tema dell educazione, nonché con lo spessore psicologico che caratterizza i suoi personaggi. Per quanto riguarda il tema dell educazione, è notevole come Clitifone si ponga qui dal punto di vista del padre che diventerà anche lui in futuro, riproponendosi di seguire i metodi dell educazione liberale e non di quella antica, giudicata eccessivamente severa («Io, se mai avrò un figlio, sarò certamente con lui un padre indulgente, perché sarà sempre messo in condizione di essere capito e perdonato ). L approfondimento psicologico deriva invece da quanto osserva Clitifone quando afferma che anche suo padre, che si mostra ora severo con lui, è stato un tempo giovane e ha compiuto le sue imprese : è anzi lui stesso a rivelarlo, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Cremète si rivela così non la semplice maschera del padre all antica, ma un personaggio, a suo modo, più complesso e sfaccettato. à Nella scultura digitale di Chad Knight, Padre e figlio (2019), la statua del figlio è interamente costituita dai pezzi mancanti di quella del padre. 238

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.