VERBUM DE VERBO - Humanitas

L autore Terenzio L introduzione di personaggi non convenzionali Durante le rappresentazioni delle commedie di Plauto il pubblico poteva limitarsi a constatare in che modo si sarebbe giunti a un esito in gran parte già noto, dal momento che situazioni e personaggi tendevano a re plicarsi da un testo all altro. In Terenzio, invece, non solo lo spettatore, privato del prologo espositivo, è tenuto a un attenzione maggiore nel seguire gli sviluppi della vicenda, ma le sue aspettative vengono in molti casi frustrate, perché il poeta gioca con le convenzioni del genere, spesso rovesciandole e mostrandone, in tal modo, il carattere artificioso. L esempio più evidente è rappresentato dalla caratterizzazione dei personaggi: gli spettatori dell Andr a, commedia d esordio di Terenzio, si saranno aspettati il servo Davo come il classico schiavo astuto, capace di ordire inganni e pilotare lo svolgimento dell a zione, mentre in realtà Davo si rivela un individuo impacciato se non addirittura inetto, costantemente spiazzato di fronte a ciò che accade e incapace di dominare gli eventi. Lo stesso accade con il personaggio della cortigiana Bàcchide nell Hecy ra: già Plauto aveva talvolta introdotto la figura della prostituta di buon cuore, ma questa si era poi sempre rivelata di nascita libera e in grado, quindi, di sposare l amato; la Bàcchide terenziana, invece, è una bona mere trix destinata a rimanere tale, che si prodiga senza secondi fini per il felice svolgimento della vicenda. Un teatro più statico e realistico Altre novità terenziane rispetto al teatro plautino sono la drastica riduzione della varietà metrica, soprattutto nelle parti cantate (scelta che denota la ricerca di un maggiore realismo, perché favorisce la diminuzione della distanza fra il lin guaggio della commedia e quello parlato nel mondo reale), e la rinuncia a inserti metateatrali (à p. 131) per non interrompere la coerenza dell illusione scenica. poi evidente la predilezione di Terenzio per la commedia cosiddetta stataria ( statica ), quindi con poca azione, in contrapposizione a quella motoria ( movimentata ): mentre la com media plautina è caratterizzata dai frenetici movimenti dei personaggi e dai pirotecnici muta menti di situazione, quella terenziana appare meno movimentata, più incentrata sull analisi psicologica dei diversi personaggi: analisi che si sviluppa soprattutto attraverso i monologhi. il tipo di testo teatrale che, in termini moderni, si definisce commedia di carattere (basata, cioè, sulla rappresentazione di un carattere o, come spesso avviene, di un difetto umano). in breve Spesso Terenzio sorprende il suo pubblico smontando dall interno le convenzioni teatrali. La commedia di Terenzio è stataria, statica : è cioè una commedia più riflessiva, incentrata sull analisi psicologica dei personaggi. verbum de verbo / Humanitas / Il termine humanitas si legge per la prima volta in autori posteriori a Terenzio: in Varrone (àp. 345) e soprattutto in Cicerone (àp. 537), che codifica il concetto e lo trasmette alla cultura delle epoche successive. Tuttavia l idea della quale il concetto è espressione nasce nel contesto dell incontro tra le culture greca e romana all epoca di Terenzio che non per caso usa molto spesso il sostantivo homo e l aggettivo humanus e del circolo degli Scipioni : si deve, in particolare, al filosofo stoico Panezio di Rodi una spinta decisiva alla riflessione sull umanità intesa come disposizione d animo positiva e aperta verso gli altri, in greco philantropìa (da filo-, che ama , e ànthropos, essere umano ). Tuttavia non si deve pensare che l humanitas coincida con un sistema di valori prevalentemente importati dal mondo greco. Infatti, mentre il concetto di philantropìa nasce da una visione del mondo pessimistica, che si concentra sui limiti e sulla precarietà della condizione umana, quello di humanitas è ispirato invece a un atteggiamento pragmatico e ottimistico, che crede nei valori e nelle capacità dell uomo. Come ha osservato il grande latinista Alfonso Traina (1925-2019), nella cultura romana «homo e humanus hanno un significato pregnante, una risonanza positiva, diversa da quella prevalentemente negativa di nthropos [ essere umano ] che ereditava da brot s [ mortale ] l originaria concezione pessimistica degli uomini effimeri e infelici contrapposti agli dei beati e immortali. A Roma c è un altro senso dell umano, più ottimistico e concreto, si direbbe giuridico, perché l uomo agisce in un mondo armonicamente ordinato in una gerarchia di valori che vanno dalla famiglia agli dei: e tutti li contiene e riassume un altro concetto intraducibile in greco, la pietas . 227

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.