1. La vita

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO in breve 1. La vita LEZIONE TRECCANI Terenzio e la commedia a Roma Le notizie sulla La nascita Ciò che sappiamo della vita di Terenzio deriva dalla biografia che ne ha scritto vita di Terenzio Svetonio (à vedi sotto), ricca di notizie, anche se non sempre affidabili. Secondo il De poetis provengono da svetoniano, il secondo grande commediografo latino dopo Plauto sarebbe nato a Cartagine una biografia di intorno al 185 a.C., ma la data è sospetta, sia perché troppo vicina all anno di morte del pre Svetonio, ma non tutte sono decessore (era tradizione far coincidere data di morte e data di nascita di autori che in qual attendibili. che modo si succedevano in uno stesso genere letterario), sia perché collocherebbe l esordio di Terenzio a soli diciannove anni. Molto più probabile è quindi che il commediografo sia nato in una data anteriore, secondo alcuni intorno al 195 a.C. Terenzio è Da Cartagine a Roma Giunge a Roma come schiavo di un senatore di nome Terenzio un liberto, giunto a Lucano, da cui, una volta liberato, prende il nome, divenendo Publio Terenzio Afro (Afro Roma da Cartagine era forse il suo nome da schiavo, e ne indicava l origine). A differenza di Plauto, che si era come schiavo e poi liberato. Si forma formato come attore e capocomico, Terenzio si avvicina al teatro dopo aver frequentato i presso il circolo circoli intellettuali romani e aver goduto della protezione di Gaio Lelio e Scipione Emilia degli Scipioni. no, intorno ai quali si raduna il cosiddetto circolo degli Scipioni (à p. 81). I rapporti con questi potenti intellettuali e uomini politici pongono il poeta al centro di pettegolezzi e maldicenze: in particolare si mormora che egli sia solo un prestanome di Le lio e di Scipione, veri autori delle commedie. Queste dicerie sono diffuse da rivali invidiosi: VIVA VOX LA BIOGRAFIA DI TERENZIO SCRITTA DA SVETONIO La vita di Terenzio composta da Svetonio, storico e biografo latino vissuto tra I e II secolo d.C., era contenuta nel De poetis, una sezione del De viris illustribus andata perduta. A garantire la sopravvivenza della biografia terenziana è stato Elio Donato, erudito del IV secolo d.C., che la premette al suo commento alle commedie. L opera è singolare perché, nonostante abbondi di notizie e informazioni, non presenta alcun dato che possa essere considerato certo e lo stesso Svetonio lascia talvolta trasparire qualche perplessità. Il testo si segnala anche per la creazione di un cliché che avrà grande fortuna successivamente, quello dell intellettuale di umili origini ma di grande ingegno, che, grazie al suo talento, riesce a farsi apprezzare da un gruppo di personaggi potenti, sensibili al fascino dell arte e della cultura. A questo proposito la biografia svetoniana riporta la diceria secondo cui Terenzio sarebbe stato in realtà il prestanome di Scipione Emiliano e di Lelio, e cita un aneddoto: Lelio, dopo aver fatto tardi per il pranzo nella sua villa di Pozzuoli, si sarebbe scusato dicendo che aveva dovuto scrivere, in quanto còlto da un ispirazione quanto mai felice, e, per dimostrarlo, avrebbe declamato alcuni versi dell Heau- 222 tontimorume nos, una delle commedie di Terenzio (l aneddoto è attribuito da Svetonio a Cornelio Nepote, autore, anche lui, di un De viris illustribus, vissuto nel I secolo a.C.). Dopo aver riportato le differenti versioni della morte del commediografo, la biografia svetoniana si conclude con la citazione di alcuni giudizi espressi su di lui. Tra questi, un testo in esametri scritto da Cicerone, che dimostra di apprezzare molto l autore: «Anche tu, o Terenzio, che solo, con linguaggio elegante, ci proponi un Menandro tradotto e rifatto in lingua latina con passioni temperate, esprimendoti con eleganza e dicendo ogni cosa con dolcezza (trad. O. Bianco). Cesare, invece, in un altro giudizio scritto in esametri, conia per Terenzio una definizione meno positiva; lo chiama infatti dimidiatus Menander ( Menandro dimezzato ): «anche tu, Menandro dimezzato, sei posto tra i sommi, e giustamente, tu che ami il linguaggio puro, e magari ai tuoi delicati scritti si aggiungesse forza, affinché il tuo valore di commediografo avesse un onore pari a quello dei Greci e non giacessi disprezzato sotto questo aspetto. Solo questo mi tormento e mi dispiaccio che ti manchi, o Terenzio (trad. A. La Penna).

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Età arcaica e repubblicana