T4 - Il pericoloso potere del riso (U. Eco, Il nome della

PERCORSI TEMATICI T4 Il pericoloso potere del riso Umberto Eco da Il nome della rosa Il primo e più famoso romanzo di Umberto Eco, Il nome della rosa (1980), ruota intorno a una serie di delitti che avvengono in un abbazia. Si scopre alla fine che tali delitti sono voluti dall anziano e cieco ex bibliotecario Jorge da Burgos, deciso a tenere nascosta la presenza, all interno della biblioteca dell abbazia, di un volume contenente il secondo libro della Poetica di Aristotele (perduto nella realtà storica), nel quale si trattava della commedia e del riso. Dalla parte conclusiva del romanzo, proponiamo il confronto tra il protagonista, il francescano Guglielmo da Baskerville, e padre Jorge: quando il primo gli chiede ragione delle sue azioni, Jorge afferma che la potenza dissacrante del riso, nel momento in cui venisse legittimata dalla filosofia, porterebbe a un generale sovvertimento di tutti i valori e, in definitiva, alla fine della visione cristiana del mondo. 5 10 15 20 «Ma cosa ti ha spaventato in questo discorso sul riso? Non elimini il riso eliminando questo libro. «No, certo. Il riso è la debolezza, la corruzione, l insipidità della nostra carne. il sollazzo per il contadino, la licenza per l avvinazzato, anche la chiesa nella sua saggezza ha concesso il momento della festa, del carnevale, della fiera, questa polluzione diurna che scarica gli umori e trattiene da altri desideri e da altre ambizioni Ma così il riso rimane cosa vile, difesa per i semplici, mistero dissacrato per la plebe. Lo diceva anche l apostolo, piuttosto di bruciare, sposatevi.1 Piuttosto di ribellarvi all ordine voluto da Dio, ridete e dilettatevi delle vostre immonde parodie dell ordine, alla fine del pasto, dopo che avete vuotato le brocche e i fiaschi. Eleggete il re degli stolti, perdetevi nella liturgia dell asino e del maiale,2 giocate a rappresentare i vostri saturnali3 a testa in giù Ma qui, qui ora Jorge batteva il dito sul tavolo, vicino al libro che Guglielmo teneva davanti, «qui si ribalta la funzione del riso, la si eleva ad arte, gli si aprono le porte del mondo dei dotti, se ne fa oggetto di filosofia, e di perfida teologia Tu hai visto ieri come i semplici possono concepire, e mettere in atto, le più torbide eresie, disconoscendo e le leggi di Dio e le leggi della natura.4 [ ] Quando ride, mentre il vino gli gorgoglia in gola, il villano si sente padrone, perché ha capovolto i rapporti di signoria: ma questo libro potrebbe insegnare ai dotti gli artifici arguti, e da quel momento illustri, con cui legittimare il capovolgimento. Allora si trasformerebbe in operazione dell intelletto quello che nel gesto irriflesso del villano è ancora e fortunatamente operazione del ventre. [ ] Il riso distoglie, per alcuni istanti, il villano dalla paura. Ma la legge si impone attraverso la paura, il cui nome vero 1. Lo diceva sposatevi: si tratta di san Paolo, che nella Prima lettera ai Corinzi, 7, 8-9 scrive: «Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno dominarsi, si sposino: è meglio sposarsi che bruciare . 2. liturgia dell asino e del maiale: il riferimento è alle feste e tradizioni popolari medievali come il Festum Asinorum ( fe- 216 sta degli asini ) o il Festum Fatuorum ( festa degli stolti ). 3. vostri saturnali: i Saturnalia, la festa che nell antica Roma si celebrava tra il 17 e il 23 dicembre, alla fine dell anno solare, e che aveva uno spiccato carattere popolare. I festeggiamenti tendevano ad abolire provvisoriamente le distanze sociali, avevano spesso natura licenziosa e prevedevano che agli schiavi fosse concesso di esprimersi e agire con particolare libertà. 4. disconoscendo natura: il giorno precedente erano stati processati dall inquisitore domenicano Bernardo Gui due monaci che erano stati membri, in passato, della setta ereticale dei Dolciniani, seguaci di Fra Dolcino.

Tua vivit imago - volume 1
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Età arcaica e repubblicana