Tua vivit imago - volume 1

Il riso e il carnevalesco 20 quei corpi. Giusti dèi! Cosa vedo? Quale miracolo! Quale improvviso mutamento della mia sorte! Io ero già nel gregge di Proserpina, nella casa dell Orco:2 e di colpo tutto si trasformò, e io mi feci di sasso dallo stupore, e nemmeno adesso riesco a trovare le parole adatte per descrivere quell incredibile spettacolo. Quei cadaveri, quegli uomini trucidati, altro non erano che tre otri, gonfi e crivellati di diversi fori, e, per quello che mi ricordavo del mio combattimento del giorno prima, squarciati proprio nei punti in cui avevo ferito quei malfattori. 25 10. A quel punto il riso, fino ad allora un po represso dalla malizia di molti, scoppiò in tutta libertà nella folla: chi rideva a più non posso e chi si teneva la pancia per calmare il dolore. [ ] Io, da quando avevo preso in mano quel lenzuolo, ero rimasto agghiacciato, impietrito, come una statua, come una colonna di quel teatro. [ ] 15 30 35 11. Poco dopo arrivarono in casa quei magistrati, con tutte le loro insegne, e cercarono di ammansirmi con queste alte parole: «Lucio, signore, noi conosciamo bene la tua elevata condizione, e anche la tua stirpe: la nobiltà della tua illustre famiglia abbraccia tutta la nostra regione. Quello per cui ti lamenti tanto non fu fatto per oltraggiarti. Via dal tuo cuore tutta questa tristezza! Scaccia il bruciore dell offesa dall animo tuo! Devi sapere che questo gioco, che noi celebriamo ogni anno con una festa pubblica in onore del dolce dio Riso, è sempre fresco di nuova trovata. Questo dio accompagna sempre con la sua benevolenza chi è stato autore e attore del suo rito. Non lascerà mai che la tua anima sia triste, e allieterà sempre la tua fronte di serena bellezza. [ ] (trad. M. Cavalli, con adattamenti) 2. nel gregge di Proserpina Orco: Proserpina è la regina degli Inferi. Come il greco Ade, il nome latino Orco indica sia gli Inferi sia il dio degli Inferi, successivamente identificato con Plutone. DI TESTO IN TESTO Nel brano delle Metamorfosi di Apuleio si fa riferimento al dio Riso, che i Greci chiamavano Momo (dal greco momos, biasimo ). Esiodo, poeta greco vissuto fra l VIII e il VII secolo, racconta nella Teogonia che questi era figlio del Sonno e della Notte, fratello della Follia e padre di Miseria. Anche Esòpo (620-564 a.C.) lo ricorda nella favola 124: narra che Momo fu scacciato dall Olimpo per aver criticato le invenzioni di Giove, Atena e Prometeo, evidenziando come la cacciata del dio dall Olimpo fosse dovuta ai cattivi rapporti fra il potere e la libertà di espressione dei sudditi. Nel periodo umanistico Leon Battista Alberti (1404-1472), nell opera satirica Momus sive De principe, attribuisce al dio il compito di esortare gli uomini a ribellarsi all autorità dei potenti. FINO A TE ESERCIZIO ONLINE Consulta su myDbook tutti i testi e i riferimenti bibliografici citati e utilizzali per realizzare delle slide che illustrino e approfondiscano i vari aspetti della figura di Momo, in rapporto a quella che i Greci chiamavano parrhesia, ovvero la libertà di dire . 215

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Età arcaica e repubblicana