2. Roberto M. Danese • Plauto in scena oggi

BRANI CRITICI 2. Roberto M. Danese Plauto in scena oggi In un recente articolo, del quale presentiamo qui alcuni estratti, il filologo classico Roberto M. Danese racconta la propria esperienza di traduttore di Plauto e consulente per la messa in scena di alcune commedie: il confronto con la concreta realizzazione scenica del testo scritto rivela come quest ultimo non fosse, all epoca di Plauto, che un punto di partenza per una rappresentazione «le cui caratteristiche e le cui dinamiche in gran parte ci sfuggono , e come, pertanto, l odierna operazione di traduzione debba tener conto delle esigenze comunicative poste dal rapporto con il pubblico contemporaneo. In quest ottica, dunque, secondo lo studioso è possibile e spesso, anzi, necessario modificare o cancellare delle battute e aggiungerne di nuove: d altra parte, una analoga libertà era propria dello stesso Plauto e degli altri poeti comici latini, nel momento in cui traducevano e allo stesso tempo, di fatto, riscrivevano i modelli greci. 5 10 15 20 25 dunque importante pensare che i testi teatrali antichi che la tradizione manoscritta ci ha conservato sono soprattutto testi destinati alla lettura, testi scritturali che cristallizzano solo alcune delle componenti fondamentali del testo scenico, le cui caratteristiche e le cui dinamiche in gran parte ci sfuggono. [ ] Dobbiamo perciò tener conto di tutto ciò quando pensiamo a riportare in scena oggi le commedie di Plauto, considerando ciò che di esse ci è rimasto come una fase di partenza per costruire una traduzione che deve essere sì interlinguistica, ma anche e forse soprattutto intersemiotica e interculturale.1 Sarebbe infatti illusorio pretendere di restituire alla scena il testo di Plauto come Plauto l aveva concepito solo basandoci sul testo scritturale, mentre sarebbe più opportuno cercare di capire attraverso un attento studio filologico come funzionavano le drammaturgie del Sarsinate e poi ricrearle sulla scena contemporanea avvalendoci tanto dei nostri canoni linguistici quanto di quelli della nostra cultura teatrale, ovvero del nostro modo di fare regie e interpretazioni attoriali in sintonia con le competenze e le aspettative del pubblico al quale ci rivolgiamo. Partendo da questo punto di vista, risulta meno azzardato e gravoso modificare o cancellare battute che, tradotte con coerenza filologica, potrebbero risultare incomprensibili ad un pubblico moderno, come anche integrare il testo scritturale con aggiunte e accorgimenti scenici che possono risultare solo da un maturo confronto fra lo studioso di Plauto e registi, attori, scenografi, musicisti contemporanei che del testo plautino diventano istanze mostrative. In quest ottica il testo di partenza non viene tradito , ma semplicemente riscritto in modo non dissimile da come ha fatto lo stesso Plauto nell atto di vortere i modelli greci.2 [ ] Il testo che consegnai al regista era molto fruibile per la lettura e anche divertente, ma si rivelò assolutamente inadatto alla scena. Questo accadde per una serie di motivi [ ]. Il secondo problema importante riguardò i contenuti delle battute: io tradussi quello che nel testo latino trovavo scritto cercando di renderne in italiano il significato esatto. Nello scrupolo di dire quasi la stessa cosa ,3 lasciai nel testo battute che per me erano chiare, ma erano anche evidentemente troppo legate alla cultura del tempo di Plauto e del suo pubblico per 1. interlinguistica interculturale: non si tratta, cioè, soltanto di tradurre da una lingua all altra, ma anche da un sistema di segni a un altro (come nel caso, per esempio, della trasposizione di un romanzo in un film) e, naturalmen- 196 te, da una cultura a un altra. 2. vortere i modelli greci: vertere/vortere significa letteralmente tradurre ; ma per le versioni degli autori arcaici latini dai modelli greci come traduzioni artistiche . 3. quasi la stessa cosa : è una citazione del titolo di una famosa raccolta di saggi di Umberto Eco (1932-2016) sul tema della traduzione: Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione (Bompiani, Milano 2003).

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.