Tua vivit imago - volume 1

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO sua figlia, che è vicina a partorire. Per me temo non resti di meglio che trasformarmi in una lettera dell alfabeto maiuscola,4 stringendomi al collo un capestro. Euclione riesce di casa. 30 35 40 45 50 55 Euclione (fra sé) Finalmente posso uscire di casa mia con l animo alleggerito. L ispezione è fatta, dentro è tutto salvo. (A Stàfila) Rientra tu adesso e sorveglia l interno della casa. Stàfila Come no? Ma perché sorvegliare l interno? Vuoi che rubino i muri? In casa nostra non c è nulla di buono per i ladri, piena com è di ragnatele e di cose mancanti. Euclione Strano che Giove non mi trasformi in re Filippo o Dario5 per farti un piacere, brutta strega! Io quelle ragnatele me le voglio tenere da conto: sono povero, devo riconoscerlo e pazientare; ciò che il cielo mi manda, io lo prendo. Entra e chiudi la porta, io torno subito. Bada di non far entrare estranei in casa. Qualcuno potrebbe chiedere del fuoco: perciò dico di tenerlo spento, per non dar motivo a nessuno di chiederne. Se trovo il fuoco acceso, io spengo te all istante. E così, se qualcuno ti domanda dell acqua, rispondi ch è scappata. Coltello, scure, pestello, mortaio, recipienti, gli oggetti che i vicini chiedono sempre a prestito, di che sono venuti i ladri e se li sono portati. Insomma, nella mia casa non voglio che s introduca nessuno in mia assenza. Anzi ti avverto fin d ora di questo: la Buona Sorte, se venisse, tu non lasciarla entrare. Stàfila Oh, quella credo che si guarderà ben lei dall entrare. Ha sempre girato alla larga da casa nostra. Euclione Zitta, e dentro. Stàfila Sto zitta, ed entro. Euclione Ehi, chiudi bene i battenti, con tutt e due i chiavistelli. Io torno subito. (Stàfila entra in casa). Che tormento in cuore, dovermi allontanare da casa! Me ne allontano troppo a malincuore, davvero. Ma so ben io cosa faccio. Il presidente della nostra curia6 ci ha avvertiti che distribuirà dei soldi d argento, tanti a testa. Se lascio perdere e non chiedo nulla, penso che tutti mi sospetterebbero subito di aver dell oro in casa. Non è certo credibile che un poveretto disdegni una somma anche piccola e non ne chieda. Già ora, che mi preoccupo di nascondere a tutti ciò che non devono sapere, mi sembra che tutti lo sappiano. Mi salutano con maggior cortesia di prima, mi avvicinano, mi fermano, mi chiedono come sto, cosa faccio, quali affari ho per le mani. Ora vado dove sono diretto, poi di nuovo a casa, il più presto possibile. (Parte) (trad. C. Carena) 4. non resti maiuscola: il riferimento è alla lettera maiuscola I , che, nelle epigrafi, era solitamente scritta in corpo maggiore rispetto al resto delle lettere: proprio l immagine di una I lunga e stretta suggerisce a Plauto l immagine bizzarra di un impiccato. 168 5. Filippo o Dario: si tratta di due sovrani celebri per le loro ricchezze: il primo è, con ogni probabilità, Filippo II di Macedonia (382-336 a.C.), padre di Alessandro Magno, ma potrebbe trattarsi anche di Filippo V di Macedonia (238-179 a.C.). Dario è invece Dario I di Persia (ca 550-486 a.C.). 6. Il presidente della nostra curia: il popolo romano era diviso, secondo la leggenda sin dai tempi di Romolo, in trenta curie, associazioni di famiglie divenute poi dei gruppi organizzati con finalità politiche e religiose (à p. 38).

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.