Intrecci letteratura - I Menaechmi: volgarizzamenti e

L autore Plauto letteratura I Menaechmi: volgarizzamenti e riscritture dal Rinascimento al Settecento La fortuna dei Menaechmi è legata alla serie continua di equivoci in cui i due protagonisti si trovano coinvolti, loro malgrado: un meccanismo comico perfetto, che porta costantemente uno dei gemelli a vivere situazioni nelle quali dovrebbe agire l altro. questa, non a caso, la prima commedia plautina volgarizzata e messa in scena nel Rinascimento, alla corte del duca di Ferrara Ercole d Este, nel 1486: la rappresentazione apre la strada alla rinascita del teatro comico, che porterà alle commedie di Ludovico Ariosto (i cui Suppositi traggono ispirazione proprio dai Menaechmi) e al teatro di Niccolò Machiavelli. Nel 1487, sempre alla corte estense, viene messo in scena il volgarizzamento dell Amphitru o, altra commedia sul motivo del doppio, evidentemente molto apprezzato dal pubblico dell epoca. In lingua originale i Menaechmi sono poi rappresentati nel 1488 a Firenze con un nuovo prologo, composto per l occasione dal più noto poeta ed erudito del tempo, Angelo Poliziano. Un altra celebre messa in scena della commedia dei gemelli in volgare risale al 1493 a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro: in questa occasione fra gli attori compare anche il giovanissimo Ariosto. In seguito l esemplare macchina comica plautina ha costituito un modello anche per la Commedia degli errori (1594) di William Shakespeare, in cui addirittura vi sono due coppie di gemelli omonimi, e, in generale, per tutto il teatro europeo, con alcune riprese in particolare in Francia, fino ad arrivare ai Due gemelli veneziani (1747) di Carlo Goldoni, dove però i due protagonisti assumono ciascuno una propria distinta personalità: Tonino è un giovane intelligente, mentre il fratello gemello Zanetto è uno sciocco, che per di più finirà per morire avvelenato in circostanze ridicole. T4 Le macchinazioni di Fronesio tratto da Truculentus, vv. 352-447 (atto II, scena IV) italiano Al centro della trama del Truculentus si collocano gli intrighi dell avida cortigiana Fronesio (nome parlante: deriva infatti dal greco fronèin, pensare, architettare , e può essere tradotto come la furbacchiona ), che cerca di sottrarre denaro ai suoi tre amanti: il cittadino Diniarco, il campagnolo Strabàce e il militare Stratòfane. Il titolo deriva dal servo zoticone (truculentus) di Strabàce, che cerca in tutti i modi di salvare il padrone dagli inganni dell astuta Fronesio. Quest ultima, da parte sua, fa credere a Stratòfane di avergli dato un figlio, mentre in realtà il bambino è di un altra donna. Nella scena che qui presentiamo la cortigiana confida all amante Diniarco il suo piano per imbrogliare l ingenuo soldato. 5 Fronesio Ma che, dimmi, la mia porta usa morderti, che hai paura d entrare, o mio diletto? Diniarco (a parte) Ecco la primavera! tutta un fiore, un profumo, una luce lucente! Fronesio Sei poco galante. Al tuo ritorno da Lemno1 non dài nemmeno un bacio, o Diniarco, alla tua amica? 1. Lemno: isola del mar Egeo, dalla quale Diniarco era tornato ad Atene due giorni prima. 153

Tua vivit imago - volume 1
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Età arcaica e repubblicana