I TESTI

L INCONTRO CON L AUTORE PLAUTO T1 Il senex innamorato Cas na, vv. 217-228 (atto II, scena III) latino italiano I versi che seguono sono tratti dalla Cas na, in cui la protagonista, che dà il nome alla commedia, è una bella schiava, di cui sono innamorati sia il vecchio Lisidàmo che suo figlio Eutinìco. Il passo riporta un particolare elogio dell amore pronunciato da Lisidàmo, che rappresenta il tipo grottesco del senex libidinosus: egli è convinto di poter piacere a una ragazza molto più giovane e ha dunque acquistato profumi e unguenti per farsi bello per l amata. Audio LETTURA Metro: alternanza di versi anapestici 220 Lysidamus Omnibus rebus ego amorem credo et nitoribus [nitidis antevenire, nec potis quicquam commemorari, quod plus salis plusque [lepo ris hodie habeat. Coquos equidem nimis dem ror, qui utuntur [condimentis, eos eo condimento uno non utier, omnibus quod praestat. Lisidàmo Tutto supera, secondo me, anche le cose più smaglianti e ridenti, l amore. A tutt oggi, non se ne può citare una sola così piccante e dolce insieme. Mi stupisco sempre che i cuochi usino tanti altri condimenti senza quell uno che li vince tutti. 217-220. Omnibus rebus quod praestat Omnibus rebus nitoribus nitidis: dativi in dipendenza dal verbo antevenire. amorem antevenire: soggetto e verbo di una proposizione infinitiva retta da credo. potis: equivale, unito a est sottinteso, a potest e ha come soggetto l indefinito quicquam. Questo pronome è richiesto dalla negazione nec (in italiano diremmo: non si può citare nulla , con doppia negazione). quod habeat: proposizione relativa con il congiuntivo carat- 140 terizzante. salis: genitivo partitivo, come il successivo lepo ris: entrambi dipendono da plus. dem ror: il prefisso de- ha qui valore intensivo ( mi meraviglio molto ). utuntur: indicativo presente del verbo deponente utor, mi servo di , che regge l ablativo (condimentis). eos: i cuochi. utier: infinito arcaizzante, equivalente a uti, dal deponente utor, che regge l ablativo eo condimento uno. omnibus quod praestat: proposizione relativa propria. 221-223. Nam ubi amor lepidum et VIRTUOSISMO RETORICO Il monologo di Lisidàmo, il senex libidinosus, dà occasione a Plauto di sfoggiare tutto il suo virtuosismo nell uso della lingua: i versi, ricchi di figure retoriche e ridondanze (nitoribus nitidis, per esempio, è una figura etimologica* con allitterazione*), studiati nel minimo dettaglio, appaiono come una parodia dello stile alto e tragico e conferiscono toni ridicoli e patetici a questo elogio dell amore pronunciato dal senex. ENFATIZZAZIONE Il ricorso ad allitterazioni e poliptoti* mira a enfatizzare e mettere in evidenza alcuni punti chiave del monologo. Il doppio poliptoto condimentis-condimento e utuntur-utier (vv. 219-220), per esempio, rimarcato ulteriormente dalla disposizione chiastica di nomi e verbi, introduce la metafora* dell amore come condimentum, su cui si costruisce il monologo. lenem ubi ine rit: proposizione relativa con l indicativo futuro del verbo insum. condimentum: predicativo del soggetto. cuivis: dativo del pronome quivis, dipende da placituram, participio futuro di placeo, che sottintende esse ed è riferito a escam ( cibo ), tra parentesi uncinate perché è un integrazione (la parola, cioè, non è presente nei manoscritti). quicquam: come al v. 218, anche qui è usato questo pronome perché la frase è negativa. ubi admisce tur: altra proposizione relativa con l indica-

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.