Tua vivit imago - volume 1

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO in breve Su una base di sermo Creatività linguistica e sermo familiaris Un elemento caratteristico del teatro plautino familiaris e in uno è la straordinaria creatività linguistica, a partire dai nomi dei suoi personaggi. Questi sono stile prevalentemente spesso nomi parlanti , che mettono cioè in evidenza alcune caratteristiche dei personaggi: paratattico e ricco per esempio Pseudo lus, protagonista dell omonima commedia, si chiama così perché abituato di arcaismi, Plauto innesta divertenti a mentire (dal verbo greco psèudomai); il parassita dei Menaechmi ha nome Penicu lus ( Spazzocreazioni linguistiche, la ) e lui stesso dichiara di aver l abitudine di spazzolare la tavola; il nome del protagonista come nomi parlanti, del Miles gloriosus, Pyrgopolyn ces, è un composto parodico di tre parole greche (py`rgos, torre ; tirate comiche, risse verbali, neologismi pòlis, città ; nìke, vittoria ), che mette in ridicolo la vanagloria del soldato. e stilemi affettivi. La base della lingua di Plauto è comunque il sermo familiaris di Roma, ovvero il linguaggio della conversazione, con tutte le sue caratteristiche morfologiche, lessicali e sintattiche: su questa base il commediografo costruisce un edificio linguistico stupefacente, in cui tutto è destinato a suscitare l ilarità degli spettatori. A questo fine il poeta inventa parole nuove (Scytholatronia à T2), ricorre a grecismi (myropo la à T1; sycophantia à T16), ad arcaismi, a diminutivi, a vezzeggiativi e non di rado a parole triviali. Frequenti sono le sequenze di parole recitate da un solo attore quasi senza prendere fiato (sono le cosiddette tirate comiche ), o le risse verbali fra due personaggi, che si scambiano fantasiose offese. Una sorta di gara di insulti , sviluppata in due tirate elaborate e non in un rapido scambio di botta e risposta (come avviene in altri casi), si legge, per esempio, nel Persa: «TOSSILO: Oh, fogna d un ruffiano, letamaio pubblico, sozzo, sconcio e disonesto mortale, criminale fuorilegge, rovina del popolo, avvoltoio avido e invidioso dei nostri soldi, impostore, rapitore, derubatore trecento versi non basterebbero a elencare le tue lordure! [ ]. DORDALO: Lasciami prender fiato prima di risponderti. O gentiluomo sommo in questa città, asilo di ogni schiavo, liberatore di sgualdrine, affaticatore di flagelli, consumatore di catene, patria dei mulini, eterno schiavo, ghiottone, divoratore, scassinatore, disertore, dammi qua, su, il mio denaro, dammi il denaro, svergognato! (vv. 406-422, trad. C. Carena). Al contempo, frequentissimi sono anche gli stilemi affettivi, che, nei dialoghi, hanno lo scopo di convincere l interlocutore catturandone l attenzione attraverso vezzeggiativi (o mea vita, vita mia à T4), ripetizioni (mane, mane, aspetta, aspetta! , Asinaria, v. 229) e interiezioni (hercle, per Ercole! à T2). Sempre prendendo spunto dal linguaggio parlato, Plauto predilige in generale la paratassi* rispetto all ipotassi*; ricorre poi diffusamente alla frase nominale (vale a dire priva della forma verbale, come al v. 713 dell Aulularia, Quem? Quis?, dove i due pronomi interrogativi sottintendono il verbo, che si ricava da quanto precede: Tene, tene à T9), mentre verbi dal significato generico, come facio e dico, sono usati al posto di termini più specifici (per esempio al v. 395 dell Amphitru o: Pacem feci, foedus feci. Vera dico, Ho fatto la pace, ho fatto un patto. Dico il vero ; verbi più specifici avrebbero potuto essere, rispettivamente, compo no, paciscor e adfirmo o refe ro). Infine, è necessario notare la ricorrenza di alcuni arcaismi, sia fonetici, soprattutto riguardanti le vocali (per esempio vocalismo in -u- della sillaba mediana non accentata, come existu mo per exist mo), sia morfologici, come la desinenza -ier dell infinito presente passivo, la forma hisce per il nominativo plurale maschile del pronome dimostrativo hice (hic + il rafforzativo -ce), gli imperativi presenti face e dice invece di fac e dic. Maschera di terracotta della commedia greca, II secolo a.C. 134

Tua vivit imago - volume 1
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Età arcaica e repubblicana