1. La vita

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO LEZIONE TRECCANI in breve La commedia a Roma: Plauto 1. La vita Plauto nasce Le origini e il nome Come quasi tutti gli autori della letteratura latina arcaica, anche Plauto a Sàrsina. Il suo non è romano. Non proviene neanche da un area italica profondamente grecizzata, come nome è forse Livio Andronico ( p. 88) o Ennio ( p. 98): secondo le fonti antiche sarebbe originario la romanizzazione di Sàrsina, cittadina sull Appenino tosco-romagnolo, in origine parte dell Umbria, non del nome umbro Plotus. lontano dal confine con i Galli, oggi compresa nella provincia di Forlì-Cesena; parla dunque umbro (forse mescolato con elementi gallici) e il latino è per lui una lingua appresa (ma potrebbe anche essere stato bilingue). Non siamo sicuri di quale sia il suo vero nome: gli antichi lo citano semplicemente come Plautus, forma romanizzata del nome umbro Plotus, mentre nel palinsesto Ambrosiano, il più antico codice plautino conservato (IV-V secolo d.C.), il nome del poeta è riportato come T. Maccius Plautus, con i tria nomina caratteristici dell uso romano (la forma M. Accius, presente in molte edizioni fino all Ottocento, deriva con tutta probabilità da un errata divisione delle lettere: Maccius scambiato per M. Accius, cioè Marcus Accius). La forma attestata dall Ambrosiano sembra però un aggiustamento posteriore, in cui Maccius deriverebbe da Maccus, un personaggio tipico dell atellana ( p. 85), mentre Plautus potrebbe significare dai piedi piatti , ma secondo alcuni il nome alluderebbe non tanto a una caratteristica fisica, quanto alla recitazione a piedi nudi in qualità di attore di farse. Plauto nasce Un cittadino libero Ben poco sappiamo della vita di Plauto: sembra certa la data di morte, nel 255-250 a.C. il 184 a.C., mentre, per quanto riguarda la nascita, fa fede la notizia riportata da Cicerone nel e muore Cato maior (14, 50), secondo la quale il commediografo avrebbe scritto lo Pseudo lus già vecnel 184 a.C.; è un cittadino libero chio: poiché questa commedia è databile al 191 a.C. e per i Romani la vecchiaia cominciava e la notizia a sessant anni, si presume che il poeta sia nato tra il 255 e il 250 a.C. della sua condizione Sicuramente Plauto è un cittadino romano libero: la notizia riportata da Aulo Gellio di schiavo è frutto (II secolo d.C.) e ripresa anche da Girolamo (IV-V secolo d.C.), secondo cui il poeta sarebbe di invenzione. stato ridotto in schiavitù per debiti e costretto a girare la macina di un mulino, sembra un invenzione ispirata alle sue commedie. VIVA VOX L EPITAFFIO DI PLAUTO Nel capitolo 24 del primo libro delle Noctes Atticae, l erudito Aulo Gellio (II secolo d.C.) riporta l epitaffio (breve componimento in versi inciso su una lapide sepolcrale) che lo stesso Plauto avrebbe scritto per sé stesso. Postquam est mortem aptus Plautus, Comoedia luget, Scaena est deserta, dein Risus, Ludus Iocusque et Numeri innumeri simul omnes conlacrimarunt. Ora che Plauto è morto, la Commedia è in lutto, la Scena è deserta, e il Riso, lo Scherzo, la Comicità e i Versi infiniti lo piangono insieme. (trad. M. Manca) In realtà è molto probabile che questo epitaffio sia un omaggio postumo al poeta scritto da altri. Signifi- 122 cativo è che venga ricordata, con l espressione Numeri innumeri (lett. i ritmi innumerevoli ), la straordinaria maestria e varietà ritmica dei suoi testi: uno degli elementi di maggiore originalità, come vedremo, dell arte plautina rispetto ai modelli greci.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.