Il Novecento

La tragedia realtà contemporanea (e non più del mito o della storia), abbandona la poesia in favore della prosa e si concentra su una rappresentazione realistica dei problemi e dei conflitti della vita quotidiana. Gli esponenti più importanti di questa tendenza sono il norvegese Henrik Ibsen (1828-1906), che mette in scena le colpe e le debolezze della società borghese del suo tempo, affrontando temi attuali come la corruzione della classe imprenditoriale e l emancipazione femminile (Casa di bambola); e il russo Anton C echov (1860-1904), cantore di un umanità costretta a constatare il fallimento delle proprie aspirazioni e dei propri ideali, siano essi la fede nel progresso, nell arte, nell amore o nel successo (Il giardino dei ciliegi). In Italia si inserisce in questa linea, ma con notevoli peculiarità e una minore aderenza al realismo, Luigi Pirandello (1867-1936), i cui drammi presentano spesso trame paradossali, basate sull impossibilità di pervenire a una verità oggettiva e sull incapacità di distinguere la realtà dalla finzione (Sei personaggi in cerca d autore). IL NOVECENTO Nella seconda metà del Novecento la tragedia non esiste più come genere letterario codificato ed è sostituita da una varietà di forme drammatiche serie, che prescindono ormai dai modelli canonici. L autore più influente è l irlandese Samuel Beckett (1906-1989), esponente del teatro dell assurdo, che con Aspettando Godot (1952), storia di due vagabondi che attendono un enigmatico personaggio che non arriva mai, esprime nel modo più radicale il tema della disumanizzazione dell uomo nel mondo contemporaneo. Più di recente lo statunitense Tony Kushner (n. 1956) con il dramma in due parti Angels in America (Il millennio si avvicina, 1991; Perestroika, 1992) ha creato una grandiosa sintesi della società e della cultura dell America degli anni Ottanta, affrontando temi come la politica, l omosessualità, l AIDS, in un opera che recupera la funzione della tragedia greca come momento comunitario di rispecchiamento critico, riflessione collettiva e catarsi. M EMoranda ; La tragedia classica La tragedia è un genere letterario teatrale che prevede una rappresentazione drammatica (dal greco dràma, azione): le vicende narrate sono dunque rappresentate sotto gli occhi del pubblico. MASCHERA L uso di maschere assolve a una funzione pratica: rende i personaggi tipizzati più riconoscibili; permette agli uomini di recitare anche parti femminili; limita il numero degli attori (un solo attore può interpretare più parti). RAPPORTO CON CULTI RELIGIOSI In origine le tragedie erano rappresentate in occasione delle festività annuali legate al culto di Dionìso, dio del vino, dell ebbrezza e della fertilità. CONTENUTO E FINALIT CORO Quando nasce la tragedia il coro che canta e compie evoluzioni accompagnato dalla musica, dando voce alla collettività ha una parte rilevante, che poi perde progressivamente (in parallelo con la perdita di potere delle pòleis). Gli eroi e i personaggi del repertorio mitologico, proprio perché eccezionali, sono i più indicati per incarnare sentimenti e valori in forme paradigmatiche. Il mito è reinterpretato alla luce delle problematiche culturali, sociali ed esistenziali che il poeta vuole mettere in luce: il rapporto con il divino e il Fato, la colpa, il mistero del male e del dolore sono alcuni tra i temi più esplorati. Questo consente l immedesimazione e la purificazione (catarsi) in chi assiste, e stimola il dibattito culturale. 119

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.