Il filo dell’Arte

Il filo dell’arte

Città-palazzo e città-fortezza

Cretesi sono un popolo pacifico; le loro città sono prive di mura e sono concepite come un immenso spazio aperto in armonia con la natura circostante: è il mare a costituire l’unico sistema difensivo. Il re e la sua corte vivono in grandi palazzi, che per le loro dimensioni sono detti “città-palazzo”. Questi sono interamente decorati con pitture parietali che spesso hanno come soggetto il mare e tutto ciò che gli è connesso, a dimostrazione della sua importanza per la vita dei Cretesi.

Micenei, al contrario, sono una popolazione guerriera. Le città ne riflettono il carattere combattivo: infatti sono costruite in luoghi difficilmente accessibili, come la sommità di alture, e sono circondate da alte mura difensive. I loro palazzi non presentano affreschi né ricche decorazioni; gli oggetti a noi pervenuti testimoniano soprattutto attività legate alla guerra e al culto dei morti.

L’essere umano misura di tutto

L’arte greca è stata per lungo tempo considerata il simbolo della perfezione in tutti i settori, avendo raggiunto un livello rimasto insuperato, che può solo essere imitato. Per secoli i capolavori greci sono stati ritenuti dei modelli, cioè punti di riferimento ai quali ispirarsi.

Per i Greci l’essere umano è degno di grande considerazione e questa è una rivoluzione rispetto ai popoli della Mesopotamia e dell’Egitto, che consideravano la divinità come l’essere supremo che dominava e intimoriva l’umanità. L’uomo greco si pone al centro della natura e dell’universo, può conoscerne e comprenderne le leggi attraverso la ragione, con l’osservazione e lo studio. Perfino gli dèi hanno sembianze, desideri e carattere molto simili a quelli umani; si distinguono solo perché sono immortali. Il nuovo modo di concepire il mondo si manifesta attraverso la letteratura, la filosofia, il teatro, le scienze e si esprime nell’arte per mezzo della statuaria che si concentra nella rappresentazione della figura umana.

L’arte greca: un percorso verso la perfezione

L’arte greca nasce tra l’VIII e il VII secolo a.C. e viene generalmente suddivisa in tre periodi:

  • arcaico, compreso tra il VII e il VI secolo a.C.;
  • classico, tra il V e il IV secolo a.C., epoca del massimo splendore;
  • ellenistico, a partire dal IV secolo, con le conquiste di Alessandro Magno.

In architettura si assiste alla costruzione di imponenti templi, caratterizzati da armonia ed essenzialità delle forme. Per la prima volta nella storia vengono realizzati anche i teatri, architetture “a cielo aperto” in cui sono messe in scena commedie e soprattutto tragedie, che hanno come protagonisti personaggi mitologici o dèi.

La scultura è forse l’ambito più significativo dell’arte greca. Grazie alle opere giunte fino a noi, molte delle quali in realtà sono copie realizzate in epoca romana, si può ricostruirne l’evoluzione: da soggetti scolpiti in modo rigido e frontale tipici della statuaria arcaica, si arriva in epoca classica alla definizione di un canone e alla rappresentazione di una bellezza perfetta, che non è solo fisica, ma esprime anche le doti morali e l’intelligenza.

Della pittura, andata completamente perduta, possiamo farci un’idea osservando la decorazione dei vasi greci gli affreschi e i mosaici di età romana, che si ispiravano alle opere dei grandi pittori greci.

Quando la Grecia viene conquistata da Alessandro Magno, la produzione artistica si rinvigorisce e cambia stile, influenzata dalle culture dei popoli macedoni con cui entra in contatto. Inizia così l’Ellenismo, caratterizzato da un nuovo gusto per il virtuosismo tecnico, cioè l’esibizione dell’abilità esecutiva, e per l’espressione drammatica dei sentimenti.

Solo la conquista romana, nel corso del II-I secolo a.C., segnerà la fine del mondo greco. La sua eredità, tuttavia, continuerà a farsi sentire nei millenni successivi.

InsegnArti - volume B
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Storia dell'arte