LETTURA D’OPERA - Amore e Psiche di Antonio Canova

LETTURA D'OPERA - COMPRENDI E APPREZZA

AMORE E PSICHE

di Antonio CANOVA

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Il soggetto Canova trae ispirazione dalla favola di Amore e Psiche, narrata nell’Asino d’oro di Apuleio. Nella favola si raccontano le intricate vicende della storia d’amore tra il dio Amore e la bellissima Psiche, tanto bella da suscitare la gelosia di Venere, madre di Amore, che la sottopone a una serie di durissime prove per potersi nuovamente congiungere all’amato. Canova rappresenta il momento in cui i due amanti, dopo aver superato molti ostacoli, si ritrovano.


La storia Il gruppo scultoreo, commissionato a Canova dal colonnello inglese John Campbell, non fu mai collocato nella villa del committente, poiché si presentarono insormontabili problemi di trasporto. Fu acquistato in seguito da un altro collezionista.

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Canova immortala l’istante in cui i due innamorati stanno per baciarsi.

 A  Psiche è stesa su una roccia ed è coperta solo in minima parte da un morbido panneggio. Le braccia sono sollevate sopra la testa e le mani poggiano sulla nuca di Amore. Per poterlo guardare negli occhi, Psiche ruota il busto e volge indietro la testa. Il suo sguardo comunica tutta la dolcezza e l’emozione del momento.

 B  Amore, nudo, con il viso sopra quello di Psiche, la cinge con il braccio sinistro, mentre con il destro le solleva il capo. È appena arrivato in volo: il ginocchio sinistro è poggiato sulla roccia, la gamba destra è ancora distesa e le ali sono spiegate.

 C  La composizione e il movimento circolare delle braccia guidano l’attenzione sullo scambio di sguardi. Il gruppo è sviluppato su due archi che si incrociano in diagonale a formare una X: il primo arco parte dal piede destro di Amore e termina nella sua ala sinistra, mentre il secondo ha origine nel piede destro di Psiche e finisce nell’ala destra di Amore.


La maestria con la quale Canova lavora il marmo e cura i dettagli fa sembrare i due giovani vivi e reali: lo dimostra la resa del piumaggio delle ali o dei capelli e delle carni dei due giovani. La loro bellezza è allo stesso tempo reale e universale, in grado di competere con quella delle sculture dell’antichità classica.

InsegnArti - volume B
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Storia dell'arte