LETTURA D’OPERA - Il Pantheon

LETTURA D’OPERA – COMPRENDI E APPREZZA

  IL PANTHEON

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La storia Il Pantheon (in greco, “tutti gli dèi”) è stato originariamente costruito per volontà del console Marco Vespasiano Agrippa, genero dell’imperatore Augusto. Gravemente danneggiato da un incendio, nel II secolo d.C. fu ricostruito dall’imperatore Adriano. La sua copertura a cupola, la prima di così grandi dimensioni, diventerà fonte di ispirazione per gli architetti di ogni tempo e luogo.

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Il Pantheon è suddiviso in due parti: il prònao (l’ingresso) a pianta rettangolare; il tempio vero e proprio (la cella) a pianta circolare.

 A  Il prònao è costituito da tre file parallele di colonne alte più di 12 metri, con fusto liscio e capitello corinzio, realizzate con materiali pregiati. Queste sostengono l’architrave, che reca una dedica ad Agrippa; sopra si erge il timpano, contornato dalla cornice.

 B  Superato il prònao, si arriva all’interno della cella; l’ambiente circolare interno ha un diametro di base di 43 metri, pari ai 43 metri dell’altezza: in questo spazio può essere contenuta perfettamente una sfera. Il perimetro interno presenta nicchie (rientranze) che ospitavano un tempo le statue delle divinità e oggi le tombe di importanti personaggi della storia e dell’arte, come alcuni re d’Italia e il pittore Raffaello Sanzio ( p. 258).

La decorazione a motivi geometrici delle pareti e del pavimento è realizzata con marmi pregiati.


 C  La cella è sormontata dall’enorme cupola emisferica (metà sfera) decorata da 5 file di 28 lacunari (o cassettoni), rientranze di forma rettangolare che diminuiscono di dimensione a mano a mano che ci si avvicina all’unico punto luce di tutta la struttura: l’oculo circolare posto al centro, il cui diametro misura circa 9 metri.

 D  Le mura del tamburo, cioè la base circolare della copertura, sono spesse circa 6 metri, perché devono reggere il peso della cupola, che invece ha uno spessore minore: le sue pareti si assottigliano a mano a mano che ci si avvicina alla sommità e sono realizzate con la tecnica del cementizio che le rende leggere, ma resistenti.

InsegnArti - volume B
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Storia dell'arte