Dante maestro di retorica – I tre generi e lo stile sublime

756 Canto XXX La raffinatezza dello stile questo uno dei canti stilisticamente più raffinati che traduce il contenuto teologico in immagini altamente poetiche. Per il motivo della luce (lume, fulgore, faville, sole ) e del «vedere (viso, vista, visibile, mira, occhi ), che percorre diffusamente tutto il canto, si noti in particolare il legame tra la «vita rinnovata dall amore e il verbo «vedere , espresso nei vv. 28-29 dai richiami fonici dell allitterazione (vidi, viso, vita, questa vista). Il latinismo preciso («tagliato , v. 30) accentua la preziosità e la tensione dell ineffabile. La rarità del lessico ritorna nella descrizione della rosa sempiterna (vv. 124-126), dove ai latinismi (redole, verna) si uniscono l allitterazione della -l, della -r e della -t (digrada e dilata e redole / odor di lode al sol) e la sinestesia, che trasforma il canto dei beati (la sensazione uditiva della voce) in un profumo (sensazione olfattiva) di lode a Dio e rende sensibile la preghiera, dato eminentemente spirituale. Alla luce del Paradiso si unisce il motivo metaforico dell acqua come fonte di vita e di Grazia (rive, fiumana, gurge, acqua, bei, sete, fiume, onda , vv. 61-74). Raffaello Sanzio, Il primo mobile, affresco della volta della Stanza della Segnatura, 1508, Roma, Musei Vaticani. Dante maestro di retorica I tre generi e lo stile sublime In base alla dottrina classica sono distinti tre generi o stili: l umile, il medio e il sublime. L espressione deve essere adeguata allo scopo (docere ovvero insegnare, movere ovvero commuovere, delectare ovvero procurare piacere) e all argomento del discorso (e ai personaggi). Lo stile umile deve insegnare e si avvale di un espressione precisa ed elegante ottenuta con la semplicità priva di ornamenti, improntata a chiarezza e purezza. I modelli sono lo stile di Cesare per la prosa e le Egloghe di Virgilio per la poesia. Lo stile medio deve procurare diletto e svago al lettore e si avvale di una scrittura ricca e abbondante, di un ornato attenuato, improntato alla piacevolezza, al garbo, alla dolcezza. Il modello diviene il poema didascalico di Virgilio intitolato le Georgiche. Lo stile sublime deve commuovere, suscitare forti emozioni attraverso l uso del p thos. In poesia si utilizza questo stile nei generi dell epica e della tragedia. La scrittura ricca e abbondante è accompagnata ad un espressione vigorosa, robusta, forte, ferma. Maiestas (gravità nobile e solenne) e dignitas (dignità, grandiosità) sono prerogative fondamentali dello stile sublime. Il modello di riferimento per eccellenza è l Eneide di Virgilio. Durante tutto il Medioevo viene perfezionata la corrispondenza tra lo stile e la condizione sociale dei personaggi: il pastore nello stile umile, il contadino nello stile medio, il guerriero o dominatore nello stile sublime. La rota Virgili (o dottrina degli stili) è la concezione letteraria per cui esistono tre stili, tre gradi stilistici che corrispondono alle tre opere di Virgilio; quindi, come modelli di riferimento per i tre stili umile, medio e sublime ci si riferisce rispettivamente a Bucoliche, Egloghe ed Eneide. Nel Paradiso lo stile è più elevato rispetto alle altre Cantiche, perché il poeta deve descrivere il terzo regno e raccontare il viaggio verso la visione di Dio. Per questo Dante si avvale di hapax, dell explanatio per argumenta exemplorum (tipica della mistica, si veda Dante maestro di retorica p. 568), di similitudini, di termini alti, di latinismi. Negli ultimi canti (dal XXX al XXXIII) in cui il poeta descrive la Candida Rosa e, poi, la Trinità lo stile diventa ancor più raffinato e sublime.

La Divina Commedia
La Divina Commedia
Edizione integrale aggiornata al nuovo Esame di Stato