CANTO XXVI – San Giovanni: l’esame sulla carità

San Giovanni: l esame sulla Canto XXVI carità Canto 26 TEMPO Giovedì 31 marzo (o 14 aprile) 1300, pomeriggio LUOGO BEATI Ottavo Cielo: Cielo delle Stelle fisse Spiriti trionfanti (Stelle fisse) VISIONE DI BEATITUDINE Risplendono illuminati da una luce più fulgida di tutte: Cristo risorto. Sommario « (vv. 1-18) Inizio dell esame sulla carità Dante è dubbioso per la perdita della vista, ma san Giovanni lo conforta, assicurandogli che Beatrice ha la virtù di restituire ai suoi occhi la capacità visiva; nel frattempo, invita Dante ad affrontare il nuovo esame, per il quale è sufficiente il senso dell udito. Il santo gli domanda quindi quale sia il fine a cui la sua anima si rivolge, e Dante risponde che principio e fine di ogni suo sentimento e desiderio è Dio. « (vv. 19-69) Altre domande di san Giovanni. Risposte di Dante O EL I C PERSONAGGI Dante Beatrice San Pietro San Giacomo San Giovanni Adamo « (vv. 70-142) L incontro con Adamo Il raggio di luce degli occhi di Beatrice, tanto intenso da poter essere visto a mille miglia di distanza, risana la vista di Dante, che non appena recupera la facoltà di distinguere chiaramente ciò che lo circonda si stupisce per la presenza di una nuova luce che si è aggiunta a quella dei tre apostoli. Il poeta apprende da Beatrice che è l anima di Adamo, il primo uomo. Dante arde dal desiderio di fargli delle domande e prega Adamo di rispondere senza che le esprima a parole, poiché il beato le può leggere nella mente di Dio. Adamo dà voce e risponde ai quesiti del poeta: spiega che il peccato originale fu di superbia e disobbedienza ai limiti fissati da Dio; che egli visse poi sulla Terra 930 anni e, dopo la morte, trascorse 4302 anni nel Limbo, finché Cristo, dopo la Resurrezione, lo liberò portandolo con sé in Paradiso (secondo questo computo, la data della creazione risale dunque a 6498 anni prima del 1300). Quanto alla lingua che Adamo inventò e parlò per primo, si estinse prima della costruzione della torre di Babele, come avviene per ogni prodotto della ragione umana, che per sua natura non può essere perenne. Infine, Adamo rivela di essere rimasto nel Paradiso Terrestre dall alba sino alla settima ora, dunque per non più di sette ore, e che il peccato originale fu commesso all ora sesta (mezzogiorno: la stessa ora in cui Cristo morì in croce per espiare tale colpa). E Trionfo di Cristo, di M FISS E ari LL E ae ST di be i at 8° L esame prosegue con un altra domanda, relativa alla fonte da cui Dante attinge tale amore per Dio. Il poeta risponde che a ciò lo hanno portato sia gli argomenti della filosofia, in particolare le enunciazioni di Aristotele, sia l autorità delle Sacre Scritture, con particolare riguardo a un passo della Bibbia e all incipit del Vangelo dello stesso Giovanni: tali passi dimostrano come Dio sia il sommo bene al quale necessariamente tende l anima umana. Il santo chiede allora quali atti d amore, oltre agli argomenti logici e a quelli sacri, orientino il cuore del poeta verso Dio. Dante ne elenca quattro: la creazione, la vita, la redenzione dell umanità conseguente al sacrificio di Cristo, la promessa di beatitudine eterna; conclude poi dichiarando di amare le creature nella misura in cui Dio le ama, misura che a sua volta dipende da quanto esse rivolgono la propria anima a Dio. A queste parole i beati intonano Santo, santo, santo , e Beatrice si unisce al coro di lode. CORI ANGELICI Cherubini

La Divina Commedia
La Divina Commedia
Edizione integrale aggiornata al nuovo Esame di Stato