La Divina Commedia

614 Canto VII e allo stesso modo nessuna ingiustizia (ingiuria) fu mai così grave, se si considera la persona (divina) che la patì, nella quale era fusa la natura umana. Perciò da uno stesso atto (la crocefissione di Dio-Uomo) sono discesi effetti distinti: una stessa morte fu gradita a Dio e agli Ebrei; per tale morte (lei), la Terra tremò di orrore e il cielo si aprì all umanità redenta. Ormai non ti deve più sembrare ostica (forte) l affermazione che una giusta vendetta fu poi vendicata (vengiata) dal giusto tribunale (corte) celeste. Ma io vedo ora la tua mente, passando da un pensiero a un altro, irretita (ristretta) in un dubbio (nodo) dal quale aspetta con grande desiderio di essere liberata. (vv. 55-120) Necessità del riscatto dell umanità dopo Adamo 55-63 Tu dici: «Capisco bene ciò che ho ascoltato; ma rimane arcano ai miei occhi perché Dio abbia scelto proprio questa modalità per la nostra redenzione . Fratello, questo decreto celeste rimane oscuro agli occhi di quelli che non hanno educato e fatto crescere (adulto) la propria anima nello spirito di carità e d amore. Tuttavia (veramente), poiché su questo argomento di dottrina (segno) molto si prende la mira ma poco si raggiunge il bersaglio, spiegherò perché quella modalità fosse la più conveniente allo scopo di redimere il genere umano. 64-75 La bontà divina, che respinge (sperne) da sé ogni forma di odio e invidia, ardendo d amore in se stessa splende in modo tale da far sorgere (dispiega) le creature dotate di eterna bellezza. Ciò che deriva direttamente (distilla) dalla bontà divina (lei) senza cause intermedie (sanza mezzo) è eterno, perché l impronta della somiglianza celeste, quando viene impressa (sigilla), rimane indelebile (non si move). Ciò che deriva (piove) direttamente da lei, senza cause intermedie, è integralmente libero perché non è sottomesso all influenza (virtute) dei cieli (cose nove). Tali cose gli sono più simili, e perciò gli sono più gradite; perché il santo ardore della luce divina che irradia ogni cosa, splende con più intensità in ciò che più gli somiglia. 76-93 Di tutte queste qualità si avvantaggia l uomo, e se una sola di queste viene a mancare, decade necessariamente (convien) dal suo rango. Solo il peccato è ciò che priva l uomo della libertà (disfranca), e lo rende difforme da Dio, per cui risplende meno (s imbianca) della sua luce; e non può mai recuperare (rivene) la sua originaria dignità se non compensa il vuoto scavato dalla colpa (dove colpa vòta) con espiazioni adeguatamente contrapposte al piacere malvagio. La vostra natura umana, quando peccò integralmente (tota) nella persona del suo progenitore, fu rimossa (remota) da queste dignità, e contemporaneamente dal Paradiso Terrestre; né esse (tali dignità) si potevano recuperare, se ci rifletti con il dovuto acume, in alcun modo senza attraversare uno di questi passaggi obbligati (guadi): o che Dio perdonasse (dimesso avesse) con atto di pura clemenza, o che l uomo con le sue sole forze (per sé isso) riparasse la sua follia. 94-96 Ora protendi l occhio del tuo pensiero a penetrare la profondità del giudizio divino, e per quanto puoi e così nulla fu di tanta ingiura, guardando a la persona che sofferse, 45 in che era contratta tal natura. Però d un atto uscir cose diverse: ch a Dio e a Giudei piacque una morte; 48 per lei tremò la terra e l ciel s aperse. Non ti dee oramai parer più forte, quando si dice che giusta vendetta 51 poscia vengiata fu da giusta corte. Ma io veggi or la tua mente ristretta di pensiero in pensier dentro ad un nodo, 54 del qual con gran disio solver s aspetta. Tu dici: Ben discerno ciò ch i odo; ma perché Dio volesse, m è occulto, 57 a nostra redenzion pur questo modo . Questo decreto, frate, sta sepulto a li occhi di ciascuno il cui ingegno 60 ne la fiamma d amor non è adulto. Veramente, però ch a questo segno molto si mira e poco si discerne, 63 dirò perché tal modo fu più degno. La divina bontà, che da sé sperne ogne livore, ardendo in sé, sfavilla 66 sì che dispiega le bellezze etterne. Ciò che da lei sanza mezzo distilla non ha poi fine, perché non si move 69 la sua imprenta quand ella sigilla. Ciò che da essa sanza mezzo piove libero è tutto, perché non soggiace 72 a la virtute de le cose nove. Più l è conforme, e però più le piace; ché l ardor santo ch ogne cosa raggia, 75 ne la più somigliante è più vivace. Di tutte queste dote s avvantaggia l umana creatura, e s una manca, 78 di sua nobilità convien che caggia. Solo il peccato è quel che la disfranca e falla dissimìle al sommo bene, 81 per che del lume suo poco s imbianca; e in sua dignità mai non rivene, se non r empie, dove colpa vòta, 84 contra mal dilettar con giuste pene. Vostra natura, quando peccò tota nel seme suo, da queste dignitadi, 87 come di paradiso, fu remota; né ricovrar potiensi, se tu badi ben sottilmente, per alcuna via, 90 sanza passar per un di questi guadi: o che Dio solo per sua cortesia dimesso avesse, o che l uom per sé isso 93 avesse sodisfatto a sua follia. Ficca mo l occhio per entro l abisso de l etterno consiglio, quanto puoi

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Edizione integrale aggiornata al nuovo Esame di Stato