CANTO V – La dottrina del voto e il libero arbitrio

La dottrina del voto Canto V e il libero arbitrio TEMPO Mercoledì 30 marzo (o 13 aprile) 1300 LUOGO Primo Cielo (Luna). Secondo Cielo (Mercurio) BEATI VISIONE DI BEATITUDINE Spiriti che non hanno adempiuto ai voti (Cielo della Luna). Spiriti attivi per conseguire la gloria terrena (Cielo di Mercurio) G li spiriti attivi appaiono come ombre avvolte da un alone luminoso, che si muovono lievi e veloci come pesci in una peschiera di acqua limpida e pura. CORI ANGELICI Angeli (Cielo della Luna). Arcangeli (Cielo di Mercurio) PERSONAGGI Dante - Beatrice - Giustiniano imperatore Canto 5 Sommario « (vv. 1-33) Il voto e il libero arbitrio Beatrice spiega a Dante che il proprio splendore accresciuto deriva dalla sua visione di Dio: man mano che ci si avvicina a Lui, aumenta il potere della visione intellettuale. Poi, rispondendo a un quesito di Dante circa la possibilità di sostituire un voto inadempiuto con un altro, dichiara che il più grande dono fatto da Dio all uomo è il libero arbitrio: formulando un voto l uomo sacrifica la propria libertà di scelta a favore di Dio e pertanto non c è nulla di altrettanto prezioso che l uomo possa offrire in cambio. « (vv. 34-63) La natura del voto Beatrice approfondisce poi il discorso affrontando la possibile obiezione che la Chiesa ha facoltà di concedere dispense dai voti. I voti sono costituiti da due elementi: l oggetto del voto (la materia) e il patto con Dio (la convenenza). Il secondo elemento non è cancellabile e non può essere mutato, mentre l oggetto del voto può essere sostituito da una offerta di valore superiore. « (vv. 64-84) Ammonimento ai cristiani Beatrice ammonisce i cristiani a guardarsi dalla leggerezza nel pronunciare voti contrari al volere divino, come accadde a Iefte, il giudice d Israele che offrì a Dio, in caso di vittoria sui nemici, la prima cosa che incontrasse sulla porta di casa, e sacrificò la propria figlia, invece di ammettere la propria colpa e riconoscere la sconsideratezza del voto; e come fece l eroe greco Agamennone che promise, e sacrificò agli dèi, la figlia Ifigenia. Beatrice conclude ricordando ai cristiani di attenersi al Nuovo e al Vecchio Testamento e al papa come guida. « (vv. 85-139) Ascesa al Cielo di Mercurio Terminato il discorso sui voti, Beatrice si rivolge verso il punto più luminoso del Cielo e, trasfigurando il suo aspetto sempre più luminoso, conduce istantaneamente Dante al Cielo di Mercurio. Le anime, avvolte in un alone luminoso, subito circondano i due, come i pesci nell acqua quieta e trasparente di una peschiera subito accorrono non appena vedono qualcosa che interpretano come cibo. Uno degli spiriti beati invita Dante a esprimere il proprio desiderio di sapere chi si trovi di fronte. Dante, incoraggiato anche da Beatrice, pone alcune domande e l anima si prepara a rispondere accentuando la propria luminosità per la gioia di poter soddisfare il desiderio del pellegrino. 2 1° ° C CI i tiv ivi t CURIO Sp ir MER O Spirit iti a A N L U i di t IE O L fe t EL

La Divina Commedia
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