La Divina Commedia

a giusta voglia, se non come quella che vuol simile a sé tutta sua corte. I fui nel mondo vergine sorella; e se la mente tua ben sé riguarda, 48 non mi ti celerà l esser più bella, ma riconoscerai ch i son Piccarda, che, posta qui con questi altri beati, 51 beata sono in la spera più tarda. Li nostri affetti, che solo infiammati son nel piacer de lo Spirito Santo, 54 letizian del suo ordine formati. E questa sorte che par giù cotanto, però n è data, perché fuor negletti 57 li nostri voti, e vòti in alcun canto . Ond io a lei: «Ne mirabili aspetti vostri risplende non so che divino 60 che vi trasmuta da primi concetti: però non fui a rimembrar festino; ma or m aiuta ciò che tu mi dici, 63 sì che raffigurar m è più latino. Ma dimmi: voi che siete qui felici, disiderate voi più alto loco 66 per più vedere e per più farvi amici? . Con quelle altr ombre pria sorrise un poco; da indi mi rispuose tanto lieta, 69 ch arder parea d amor nel primo foco: «Frate, la nostra volontà qu eta virtù di carità, che fa volerne 72 sol quel ch avemo, e d altro non ci asseta. Se dis assimo esser più superne, foran discordi li nostri disiri 75 dal voler di colui che qui ne cerne; che vedrai non capere in questi giri, s essere in carità è qui necesse, 78 e se la sua natura ben rimiri. Anzi è formale ad esto beato esse tenersi dentro a la divina voglia, 81 per ch una fansi nostre voglie stesse; sì che, come noi sem di soglia in soglia per questo regno, a tutto il regno piace 84 com a lo re che n suo voler ne nvoglia. E n la sua volontade è nostra pace: ell è quel mare al qual tutto si move 87 ciò ch ella cr a o che natura face . 45 50-51. che ... tarda: il Cielo della Luna è il più piccolo e il più lento perché, ruotando attorno alla Terra, percorre un orbita minore, inoltre è il più lontano dall Empireo: infatti il moto dei cieli aumenta avvicinandosi a Dio. 52-54. Li nostri affetti ... formati: la terzina, ribadendo la teoria dell ordine universale, esprime l amore per il prossimo delle anime di tutto il Paradiso e il loro uniformarsi al volere divino, supremo esempio di amore nei confronti dell umanità. 46-51 Nel mondo io fui monaca e vergine; e se la tua memoria si concentra bene, il fatto che io sia ancora più bella (passando dalla vita terrena a quella celeste) non mi nasconderà a te, ma riconoscerai che io sono Piccarda, che sono beata nel cielo più lento (la luna), assegnata qui con questi altri spiriti beati. 52-57 I nostri sentimenti, che sono infiammati solo in ciò che piace allo Spirito Santo, sono lieti di adeguarsi al suo ordine. E questa condizione, che appare inferiore (perché siamo nell ultimo cielo), ci è assegnata a causa del fatto che i nostri voti furono inosservati e inadempiuti in qualche aspetto . 58-66 Per cui io le dissi: «Nelle vostre sembianze meravigliose risplende una luce divina che vi rende diversi dall immagine terrena, perciò non fui pronto a riconoscerti, ma ora m aiuta ciò che tu mi dici, così che mi è più facile riconoscerti. Ma dimmi: voi che qui siete beati, non desiderate una posizione più alta per vedere più vicino e amare meglio Dio? . 67-72 Con gli altri spiriti essa sorrise lievemente, poi mi rispose così lieta che sembrava splendere nel fuoco originario d amore (divino): «Fratello, la virtù della carità appaga i nostri desideri, ci fa desiderare solamente ciò che abbiamo e non ci asseta di nient altro. 73-78 Se desiderassimo stare più in alto, i nostri desideri sarebbero discordanti dalla volontà di colui che ci distribuisce qui, cosa che non vedrai (mai) accadere in questi cieli, se qui è necessario vivere secondo la carità e se tu esamini attentamente la sua natura (dell amore-carità). 79-84 Anzi, è essenziale per questa condizione di beati conformarsi alla volontà divina, in virtù della quale tutti i nostri desideri diventano una cosa sola con essa (quella di Dio); così che, il modo in cui noi siamo distribuiti di gradino in gradino nel Paradiso, piace a tutti noi come a Dio, che ci fa volere quel che lui vuole. 85-87 E nella volontà divina è (riposta) la nostra pace: essa è quel mare verso il quale converge tutto ciò che la natura genera e produce . 63. latino: chiaro (nel Medioevo il latino era di uso corrente per i dotti rispetto ad altre lingue come il greco e l arabo). 64-66. Ma dimmi ... amici?: il dubbio che Dante esprime riguarda la perfezione del grado di beatitudine: come nel mondo la disuguaglianza provoca il desiderio di migliorare la propria condizione, egli si chiede se i beati non vorrebbero essere più vicini a Dio e quindi in un luogo più alto. Piccarda risponde che le anime del Paradiso sono perfettamente appagate del loro stato, qualunque esso sia, perché la beatitudine consiste nell identità completa tra i desideri divini e i propri. 70-72. Frate d altro non ci asseta: la carità appaga la volontà di queste anime, fa loro volere solo ciò che hanno e non ispira altro desiderio. 85-87. E n ... face: la metafora del mare, già espressa nel canto I a significare che la volontà divina ordina l universo, conclude la spiegazione rigorosamente teologica di Piccarda. Paradiso Piccarda Donati 579

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Edizione integrale aggiornata al nuovo Esame di Stato