La tragedia della Shoah

Neorealismo e dintorni Dagli strascichi della guerra civile muove anche la vicenda narrata nel romanzo La ragazza di Bube (1960) del maremmano Carlo Cassola (1917-1987). Protagonista della storia è l ex partigiano Bube che, non riuscendo a reinserirsi nella società civile e pensando di dover continuare la lotta per l affermazione della democrazia, compie una serie di atti avventati per i quali viene condannato a un lungo periodo di detenzione in carcere. Nell ambito della memorialistica, infine, occorre menzionare la vibrante cronaca della ritirata di Russia, offerta, a partire dalla propria esperienza di alpino coinvolto in questo tragico evento bellico, da Mario Rigoni Stern (1921-2008). Il suo Il sergente nella neve (1953) è una delle più intense testimonianze letterarie della Seconda guerra mondiale. La tragedia della Shoah Collegato a quello bellico è il tema delle persecuzioni razziali e della Shoah. Nel dopoguerra si sviluppa un ampio dibattito sulla scrittura dopo Auschwitz , ossia sul contrasto tra l impossibilità di un arte della Shoah e la necessità di raccontare le atrocità di cui l umanità si era macchiata ( pp. 984 ss.). Nonostante la difficoltà di rendere attraverso le parole la follia disumana del genocidio, la produzione di testi sulla realtà dei campi di concentramento è abbondante e diversificata. stato proprio uno scrittore-testimone dei campi di sterminio, Primo Levi, a definire le tre categorie in cui possono essere raggruppati gli scritti sulla Shoah: i diari o memoriali dei deportati, le loro elaborazioni letterarie e le opere sociologiche e storiche. Tra la prima e la seconda categoria si colloca il suo capolavoro, Se questo è un uomo (1947), opera fondamentale della narrativa italiana non solo di ambito neorealista ( T2, p. 988). Il presente e i problemi della ricostruzione Le condizioni del mondo contadino Le misere condizioni in cui versano le campagne e le masse contadine italiane, soprattutto nel Meridione, rappresentano un altro campo di indagine privilegiato dal Neorealismo, che mette a frutto la lezione degli autori impegnati ad affrontare tale argomento fra gli anni Trenta e Quaranta (tra gli altri, Corrado Alvaro, Ignazio Silone, Carlo Levi, pp. 665 ss.). Le opere ispirate a questo tema contengono contestazioni e accuse nei confronti di uno Stato incapace di trasformare in realtà le aspettative suscitate dall esperienza partigiana, ma al tipico pessimismo verista alla cui tradizione pure sembrano riallacciarsi i Neorealisti sostituiscono un approccio fondato sulla speranza di rendere operanti nella società italiana gli ideali di giustizia e uguaglianza, una volta smantellati i residui di un economia agraria basata sul latifondo. Di questi aspetti si trova traccia nel romanzo breve La malora (1954) di Beppe Fenoglio, che pone al centro della rappresentazione «un mondo contadino di aspra durezza economica (B rberi Squarotti), e nel primo romanzo di Pier Paolo Pasolini (scritto tra il 1948 e il 1949 ma pubblicato soltanto nel 1962), Il sogno di una cosa, che racconta gli scontri tra latifondisti e manodopera bracciantile nel Friuli dei primi anni del dopoguerra. La vita del proletariato urbano Nella narrativa neorealista trova spazio anche la realtà urbana. Particolarmente importante in tal senso è Firenze, città di origine dello scrittore forse più rappresentativo della stagione neorealista, Vasco Pratolini. Il capoluogo toscano e i suoi quartieri popolari costituiscono 945

I colori della letteratura ed. NUOVO ESAME DI STATO - volume 3
I colori della letteratura ed. NUOVO ESAME DI STATO - volume 3
Dal secondo Ottocento a oggi