Il primo Novecento – L'autore: Umberto Saba

le parole chiave

Poesia onesta

«Ai poeti resta da fare la poesia onesta». Con queste parole Saba vuole dire che il poeta deve fare versi «per il sincero bisogno di aiutare col ritmo l’espressione della sua passione», resistendo alle lusinghe di un facile successo con «tenace sforzo dell’intelletto» e «disinteressata grandezza d’animo». L’originalità, a suo parere, si può raggiungere solo attraverso un rigoroso esercizio della sincerità. L’idea di onestà riguarda sia i contenuti, sia lo stile: se la poesia deve essere lo specchio sincero dell’interiorità del poeta, le scelte stilistiche devono essere semplici e antiretoriche.

serena disperazione

Con il felice ossimoro «serena disperazione» Saba esprime la costante, sottile angoscia esistenziale con cui convive, che nasce dal dissidio insanabile fra il suo amore per la vita e la sensazione di estraneità dal mondo e dagli altri, fra il suo desiderio di «essere come tutti gli uomini di tutti i giorni» e la consapevolezza della propria irrimediabile diversità.

trieste

I legami di Saba con la sua città sono talmente forti che Trieste può essere definita la “culla” della sua poesia. I luoghi, ma anche la ricca umanità che la popola, sono presenze fondamentali nei suoi versi. Nei suoi vagabondaggi per le sue vie, il poeta sembra a volte dimenticare la propria sofferenza privata e immedesimarsi con le figure più umili e reiette. «Il mondo», scrive, «io l’ho guardato da Trieste».

LinA

Lina è la figura femminile dominante nel Canzoniere. È la moglie del poeta, Carolina Wölfler, sposata a Trieste nel 1909 con rito ebraico, la compagna della sua vita, la femmina, la madre della figlia Linuccia, l’ispiratrice di tanta sua poesia, la sua «grande Lina», «la meravigliosa Lina».

I colori della letteratura ed. NUOVO ESAME DI STATO - volume 3
I colori della letteratura ed. NUOVO ESAME DI STATO - volume 3
Dal secondo Ottocento a oggi