Il Trecento – L'opera: Canzoniere

temi nel tempo

Il lamento sulla patria: tra indignazione civile e ansia di riscatto

Alle origini della poesia di impegno civile

La poesia di impegno civile ha una lunga storia. Nell’ambito della Scuola siculo-toscana ricordiamo la canzone di Guittone d’Arezzo Ahi lasso! or è stagion de doler tanto (► T1, p. 136), scritta dopo la battaglia di Montaperti del 1260; negli scritti di Dante (immagine a fianco) pensiamo ad alcuni passi della Divina Commedia, per esempio la celebre invettiva politica di Purgatorio, VI, 76 ss.: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave senza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!». Certo è, però, che nella produzione successiva sarà la canzone Italia mia di Petrarca a costituire il modello di riferimento per la poesia civile e patriottica.

Il dramma della frammentazione politica italiana
L’appello a liberarsi dall’oppressione straniera sarà anche uno dei punti chiave del trattato di Niccolò Machiavelli (immagine a fianco) Il Principe, scritto nel 1513, nel quale, a conclusione dell’ultimo capitolo, sono ripresi alcuni versi della canzone di Petrarca. L’invocazione tornerà nell’Ottocento, in epoca risorgimentale, nella canzone All’Italia (1818) di Giacomo Leopardi (immagine a fianco) e nell’ode Marzo 1821 di Alessandro Manzoni; infine si riaffaccerà, nel Novecento, nel testo dannunziano Canto augurale per la Nazione eletta (che chiude, con la raccolta Elettra, il secondo libro delle Laudi).

La passione civile in epoca contemporanea
Il tema del lamento civile sulle sorti della penisola si è riproposto in anni più recenti anche nella musica e nel teatro. Un album del cantautore Franco Battiato del 1991, Come un cammello in una grondaia, si apre con la canzone intitolata Povera patria, una dolente denuncia della corruzione e della criminalità:

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
[…]
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Lo scrittore e drammaturgo Vincenzo Cerami (1940- 2013, immagine a fianco) nel 2010 ha messo in scena uno spettacolo teatrale che prende il titolo dalla canzone di Petrarca: Italia mia. Spiega l’autore: «Italia mia è un testo in versi destinato al palcoscenico e concepito sulle orme della tradizione della nostra poesia patriottica. […] Nello spettacolo parlo con una bella fanciulla […]. È lei l’Italia. L’ho conosciuta negli anni del boom, l’ho persa per strada nel Sessantotto, l’ho incontrata di nuovo negli anni di piombo, adesso l’ho smarrita in questa sbrindellata seconda repubblica».

I colori della letteratura ed. NUOVO ESAME DI STATO - volume 1
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Dalle origini al Cinquecento