Per approfondire - Un genio del male: Machiavelli personaggio d’invenzione

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Un genio del male: Machiavelli personaggio d’invenzione

L’antimachiavellismo, cioè la corrente di pensiero che si afferma in Italia e in Europa dalla metà del Cinquecento in opposizione alle teorie politiche di Machiavelli, non si limita alla censura morale e ideo­logica della sua opera. Non vengono combattute aspramente solo le sue idee: anche il loro artefice, ritenuto responsabile delle peggiori malvagità, viene presto assimilato a un figlio di Satana, all’eroe diabolico di una leggenda nera. Non a caso l’aggettivo derivato dal suo nome, “machiavellico”, finisce presto per designare un comportamento subdolo, cinico, spregiudicato.

Prototipo e incarnazione del male, l’autore del Principe diventa perfino un personaggio d’invenzione, un fantasma che si muove sulla scena del teatro, della poesia e del romanzo. Specie in Inghilterra, durante l’epoca elisabettiana, Machiavelli è il simbolo della frode, l’italiano sanguinario e mefistofelico, nemico del genere umano: Old Nick (come viene ribattezzato con un misto di attrazione e repulsione) appare nei drammi di Christopher Marlowe (1564-1593), di William Shakespeare (1564-1616), di Ben Jonson (1572-1637).

Un gioco analogico permette di trasformare il nome Machiavelli adattandolo alla sua supposta immoralità. Così, ecco l’accostamento per assonanza di devil (“diavolo”) ed evil (“male”) con il suo nome attraverso il binomio Match-evil: «Erano dunque possibili frasi come Machevill that evil none can match, “Machiavelli a cui nessun male è pari”, o scomposizioni analitiche dell’aggettivo Machiavellian come Match e villain, traducibile su per giù con “pari a un villano”» (Motolese).

Dunque non stupisce che l’abnorme consigliere del male proliferi nei teatri secenteschi inglesi. Lo scrittore Robert Daborne (ca 1580-1628) mette in scena nel 1613 una commedia dal titolo Machiavel and the Devil. Due anni prima, nel 1611, il più grande poeta inglese del Seicento, John Donne (1572-1631), scrive una strana satira in inglese e latino dal titolo Ignatius His Conclave (1611). Naturalmente lo spirito di Machiavelli è all’inferno, dove, nelle vesti di cortigiano di Lucifero, ingaggia una gara di malvagità con sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù. Alla fine è costretto alla resa, ma il suo insegnamento della menzogna e del tradimento rimane invincibile.

Chi pensa che l’immagine sinistra di Machiavelli sia stata archiviata nei tempi moderni (una volta, insomma, che la sua opera inizia a essere letta senza preconcetti e strumentalizzazioni) è fuori strada. Ancora oggi basta scorrere i cataloghi delle principali case editrici e si scopre che non di rado ricompaiono le fattezze di Niccolò. Magari con ruoli diversi, ma sempre tagliati su misura per esaltarne l’inquietante intelligenza. E, allora, troviamo un Machiavelli detective, in thriller dove realtà e fantasia si mescolano, secondo una ricetta narrativa di grande presa sul pubblico, come nei romanzi del fiorentino Leonardo Gori, Le ossa di Dio (2007) e La città del sole nero (2008), o dell’americano Michael Ennis, che in La congiura Machiavelli (2013) escogita una specie di Criminal Minds rinascimentale. In fondo, se Niccolò nelle sue opere aveva dato prova di eccezionali doti di ingegno nel capire i sentimenti e i motivi delle azioni umane, perché stupirsi se oggi indossa i panni del profiler, capace di tracciare l’identikit degli assassini?

Tra crimini e cospirazioni Machiavelli insomma sta a meraviglia, tuttavia chi non ama la fiction e magari sogna un futuro – meno avventuroso ma più redditizio – da imprenditore potrebbe leggere le opere del segretario fiorentino come quelle di un guru dell’alta finanza. Così almeno consigliano due manuali per aspiranti manager (li firmano Antony Jay e Gerald R. Griffin, con i titoli, rispettivamente, Management and Machiavelli, 1967, e Machiavelli on Management, 1991), in cui si sostiene che i suggerimenti dati al principe per impossessarsi del potere e mantenerlo possano valere anche per un capo d’azienda disposto a tutto o quasi pur di farsi largo nella giungla del capitalismo.

Volti e luoghi della letteratura - volume 1
Volti e luoghi della letteratura - volume 1
Dalle origini al Cinquecento