Nigeria

NIGERIA

La Nigeria si trova nella parte occidentale dell’Africa, al centro del Golfo di Guinea. Il Paese confina a nord con il Niger, a est con il Ciad e il Camerun, a ovest con il Benin; a sud si affaccia sull’Oceano Atlantico.

IL TERRITORIO E IL CLIMA

Altopiani, pianure e due grandi fiumi

La Nigeria è solcata da est a ovest dal corso di due fiumi, il Benue e il Niger. A nord di essi il territorio è caratterizzato perlopiù da altopiani; a sud è invece prevalentemente pianeggiante.

A est, avvicinandosi ai monti Adamaoua del Camerun, la pianura si eleva bruscamente: qui si erge il Chappal Waddi (2419 m), la cima più alta del Paese.

Il Niger si getta nell’Oceano Atlantico con un vastissimo delta che occupa un’area di circa 24.000 km2 che costituisce più di un terzo dell’estensione costiera del Paese.

Dalle foreste tropicali alla savana

Sulla costa il clima è tropicale, con piogge persistenti. Nell’interno, spostandosi verso nord, la foresta cede il posto alla savana. A nord-est, verso il Lago Ciad, le temperature aumentano. Qui il clima è più arido e la vegetazione si dirada assumendo l’aspetto di steppa.

LA POPOLAZIONE

Con oltre 190 milioni di abitanti, la Nigeria è il più popoloso Paese africano. Le etnie sono numerose, ma circa due terzi della popolazione appartengono a una delle quattro etnie principali: hausa, fulani, yoruba e ibo.

Lagos, con la sua area metropolitana ospita oltre 21 milioni di persone; contende al Cairo, in Egitto, il primato di città più popolosa dell’Africa.

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Ordinamento dello Stato: repubblica federale presidenziale

La Nigeria è una repubblica federale presidenziale, composta da 36 Stati, più il territorio della capitale Abuja. Fa parte del Commonwealth britannico ed è governata da un Presidente che è anche capo del Governo.

Ottenuta l’indipendenza dal Regno Unito nel 1960, la Nigeria è stata quasi sempre controllata da militari.

La diffusa corruzione politica e le guerriglie portate avanti dai movimenti indipendentisti nel delta del Niger e dal gruppo fondamentalista islamico Boko Haram (Geo Oggi, p. 236), nelle regioni settentrionali, sono i problemi più gravi del Paese.

Un mosaico di lingue e religioni

Accanto all’inglese, la lingua ufficiale, si parlano l’hausa, lo yoruba e l’ibo e oltre 300 dialetti.

Gli hausa e i fulani abitano la parte settentrionale del Paese. La regione sud-occidentale è abitata prevalentemente dagli yoruba. Gli ibo abitano prevalentemente tra la bassa valle del Niger e il Camerun.

La maggioranza degli hausa e dei fulani pratica la religione islamica, ma vi sono cospicue minoranze cristiane. Negli ultimi anni, l’introduzione della legge islamica (la sharia) in alcuni Stati del Nord e l’azione di gruppi islamici armati ha provocato la protesta delle minoranze cristiane e violenti scontri tra le due comunità.

LAGOS

1472 COLONIZZATA DAL PORTOGALLO
1914-1992 CAPITALE DELLO STATO
1991 LA POPOLAZIONE SUPERAVA DI POCO I 5 MILIONI OGGI L’AREA METROPOLITANA SUPERA I 21 MILIONI

geoSTORIA

LA GUERRA DEL BIAFRA

Nel 1967 le province sud-orientali della Nigeria, abitate in maggioranza dall’etnia ibo, dichiararono l’indipendenza e la nascita della Repubblica del Biafra. La reazione dell’esercito nigeriano portò allo scoppio di una guerra civile, nel corso della quale le forze governative strinsero d’assedio le province ribelli, impedendo il passaggio di qualsiasi rifornimento destinato alla popolazione. Il blocco provocò una terribile carestia e una serie di epidemie, che causarono la morte di oltre 3 milioni di persone.

L’emergenza umanitaria ebbe grande eco in tutto il mondo e molti Paesi organizzarono missioni di soccorso. Giunsero sul posto anche alcuni medici francesi, tra cui il dottor Bernard Kouchner, che fondarono l’organizzazione Medici senza Frontiere, che da allora si impegna a fornire cure ai popoli dei Paesi afflitti da guerre e disastri.

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geoOGGI

TRA GUERRE ETNICHE E RELIGIOSE

La maggioranza dei Paesi dell’Africa Centrale è stata teatro, negli ultimi decenni, di conflitti etnici, che hanno visto contrapporsi movimenti e fazioni appartenenti a etnie diverse.

Ad approfondire il solco tra le varie etnie è stato anche il colonialismo europeo, che ha avvantaggiato alcuni gruppi a scapito di altri. In seguito, nei fragili Stati sorti dalla decolonizzazione, le divisioni etniche sono state appoggiate dalle classi dirigenti, incapaci di assicurare un’equa distribuzione delle risorse e un buon funzionamento della pubblica amministrazione. In molti casi l’etnia è stata usata come “paravento” per nascondere le ragioni economiche di sanguinosi conflitti.

I “SIGNORI DELLA GUERRA”

Alle divisioni etniche si aggiungono quelle religiose, cavalcate da movimenti fondamentalisti, ispirati da una visione distorta delle fedi islamica e cristiana, e anche di alcune religioni locali. Dietro la maschera del conflitto etnico e religioso si nasconde spesso la sete di potere di individui senza scrupoli, i “signori della guerra”, i quali radunano bande armate che commettono ogni atrocità, come il massacro di civili o la riduzione in schiavitù di bambini, trasformati poi in soldati. Uno dei più pericolosi tra questi gruppi è l’Esercito di Resistenza del Signore, fondato nel 1987, che opera tra Uganda e Sudan.

A partire dagli anni Duemila, l’Africa centro-occidentale deve affrontare anche la minaccia del gruppo fondamentalista islamico Boko Haram, nato nel 2002 nello Stato nigeriano di Borno, nella parte nord-orientale del Paese. Boko Haram significa letteralmente “l’educazione occidentale è proibita”, e l’obiettivo del gruppo è appunto tagliare ogni legame dei popoli locali con le influenze occidentali. I miliziani di Boko Haram sono responsabili di una guerriglia che insanguina il Nord della Nigeria e i Paesi vicini, tra cui Camerun, Ciad e Niger, e nel corso degli anni si sono resi colpevoli di numerose atrocità.

L’ECONOMIA

Nel 2015 la Nigeria ha superato il Sudafrica quale maggiore economia del continente africano. Nonostante questo primato, la Nigeria è un Paese dalle forti disparità economiche e sociali, dove permangono enormi sacche di povertà.

Agricoltura, allevamento e pesca

Fino agli anni Ottanta del Novecento, la Nigeria è stata un Paese agricolo. L’agricoltura è tuttora praticata con sistemi tradizionali e fornisce principalmente mais, riso, manioca, patate, sorgo e miglio. L’agricoltura di piantagione fornisce cotone, arachidi, cacao e palma da olio.

Sono inoltre diffusi l’allevamento nel Nord del Paese e la pesca, sia costiera sia fluviale. Le foreste garantiscono un rifornimento costante di legnami pregiati tra cui mogano, obeche, abura.

L’importanza del petrolio

Il petrolio, che copre circa l’85% delle esportazioni, è la principale risorsa del Paese e la prima fonte di valuta estera.

L’industria, attiva nei settori automobilistico, siderurgico, tessile e chimico, è decollata solo negli ultimi anni. Il terziario deve la sua crescita soprattutto alla pubblica amministrazione.

Il bosco sacro di Osun Osogbo, vicino alla città di Oshogbo.

Geo2030 - volume 3
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