CHE COSA SONO I PRESÌDI SLOW FOOD?

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CHE COSA SONO I PRESÌDI SLOW FOOD?

I presìdi Slow Food sono oltre 400 - 230 solo in Italia - e riuniscono, in tutto il mondo, migliaia di piccoli produttori: contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri, che con il loro lavoro quotidiano, svolto spesso in aree marginali, preservano grandi tradizioni gastronomiche a rischio di estinzione.
Sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sul rispetto delle stagioni, sul benessere animale: conservano cultura e tradizioni locali e sono legati a un territorio specifico da un punto di vista ambientale, storico e socioeconomico.
I presìdi Slow Food rappresentano una forma di tutela nei confronti di prodotti “buoni”, ovvero di qualità e radicati nella cultura del territorio; prodotti “puliti”, ovvero ottenuti con tecniche sostenibili; prodotti “giusti”, ovvero realizzati in condizioni di lavoro rispettose delle persone, dei loro diritti, della loro cultura e che garantiscono una remunerazione dignitosa.
Slow Food ha riunito i produttori in piccole associazioni o consorzi che rispettano disciplinari rigorosi, li ha valorizzati e riportati sul mercato, per garantire loro un futuro nel rispetto dell'ambiente, del territorio e della cultura di cui sono eredi e testimoni.
La commercializzazione dei prodotti dei presìdi è svolta direttamente dai produttori o dai consorzi di produttori.
I criteri generali stabiliti dalla fondazione Slow Food per l'assegnazione della qualifica di presidio sono:
  • i prodotti devono essere a rischio di estinzione reale (ossia quando rimane un numero molto ridotto di produttori) o potenziale (quando le produzioni tendono a diminuire in prospettiva);
  • deve essere comprovato il legame con il territorio e la comunità (si deve trattare di vegetali o razze animali coltivati o allevate da lungo tempo nell’area di produzione e devono avere caratteristiche particolari dovute ai fattori ambientali e socioeconomici della comunità);
  • la produzione deve essere limitata e ottenuta, seguendo pratiche tradizionali, da aziende agricole o di trasformazione di piccole dimensioni;
  • i prodotti devono distinguersi per l'alta qualità organolettica, ambientale e sociale.

Protagonisti in Cucina
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Corso di enogastronomia per il secondo biennio e il quinto anno