ETRUSCHI E ROMANI

  La storia

Gli Etruschi, un popolo misterioso

Ancora oggi non si conosce l’origine del popolo etrusco: alcuni storici lo considerano originario della Penisola italica, altri invece proveniente dall’Asia Minore (l’attuale Turchia). Gli Etruschi, presenti dall’VIII secolo a.C. nell’attuale Italia centrale, si espandono, nel periodo di maggiore prosperità, fino alla Pianura Padana e alla Campania.

Le città etrusche, molto simili alle pòleis greche, sono indipendenti l’una dall’altra ma si riconoscono appartenenti a un unico popolo per origine, lingua, tradizioni culturali e religione.

Alle origini della storia etrusca (VII secolo a.C.) i ruoli sociali e politici più importanti sono ricoperti dalle famiglie aristocratiche, proprietarie terriere, mentre dal VI secolo a.C. emerge una nuova classe sociale, il ceto medio, legata al commercio.

Gli scambi commerciali mettono presto in contatto gli Etruschi con altri popoli. Nelle tombe etrusche sono stati ritrovati infatti oggetti provenienti dall’Asia o che imitano modelli orientali o risentono dell’arte greca.

La conquista romana, a partire dal III secolo a.C., pone fine all’autonomia delle città etrusche e ne cancella la cultura, attraverso un lento processo di romanizzazione (diffusione del modo di vivere dei Romani) della società.

Roma, dal villaggio all’impero

Secondo la tradizione Roma viene fondata nell’VIII secolo a.C., sulle rive del Tevere. Nel periodo più antico è retta dalla monarchia fino al 509 a.C., quando viene istituita la repubblica. Da allora una serie di guerre vittoriose porta i Romani ad espandere i propri confini e ad avere il dominio su quasi tutto il mondo a quel tempo conosciuto.

I Romani entrano così in contatto con altre civiltà, in particolare quella greca di cui assimilano la religione, l’arte, la letteratura. Al tempo stesso, però, essi rimangono fedeli alle loro tradizioni e difendono i costumi dei loro antenati. Le grandi ricchezze accumulate dopo le vittorie sugli altri popoli e l’immenso potere acquisito da Roma, ormai padrona del Mediterraneo, creano tensioni e rivalità nella repubblica: comincia così un periodo di guerre civili tra generali e uomini politici, che si affrontano per conquistare il comando e che porteranno all’istituzione dell’impero, con i poteri concentrati nelle mani dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Durante l’età imperiale Roma organizza in province il suo immenso territorio, che va dalla Gallia (attuale Francia), alla Britannia (attuale Gran Bretagna) e alla Spagna a ovest, all’Africa settentrionale a sud, alla Germania a nord, fino al Mar Nero e all’Asia a est. L’impero raggiunge la sua massima espansione sotto l’imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.).

Dalla fine del III fino al V secolo d.C. l’impero romano vive una fase di grandi trasformazioni: innanzitutto l’affermarsi del Cristianesimo, poi le invasioni barbariche, cioè l’arrivo di popoli da oltre i confini dell’impero, che causa un periodo di scontri militari e saccheggi. Ne deriva una grave crisi politica, che porta alla divisione dell’impero in due parti, quello d’Oriente e quello d’Occidente: quest’ultimo termina nel 476 d.C., quando l’imperatore Romolo Augusto viene deposto dal barbaro Odoacre. L’Impero d’Oriente invece durerà altri mille anni.

Artelier
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Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva