Prassitele

Prassitele

Attivo tra il 375 e il 330 a.C.

Prassitele, scultore vissuto nel IV secolo a.C., è chiamato anche il “maestro della grazia” perché preferisce ritrarre figure di donne o di adolescenti che, rispetto ai corpi maschili degli atleti, permettono di realizzare statue dalle curve più sinuose e dalle forme più tondeggianti. Per questo Prassitele usa spesso il marmo, più adatto del bronzo a rendere la morbidezza della figura, mentre il metallo dà più risalto ai dettagli della muscolatura.

I soggetti sono ritratti in situazioni quotidiane, semplici; sia i gesti sia le espressioni dei volti esprimono dolcezza e serenità.

l’afrodite più copiata

L’Afrodite Cnìdia (cioè di Cnido) è colta in un momento di intimità: sta per fare il bagno e appoggia l’abito su un vaso con la mano sinistra mentre porta avanti la destra per coprirsi in un gesto di spontaneo pudore. Si tratta dell’opera più citata dalle fonti antiche e più riprodotta, tanto che ne possediamo oggi numerose copie.

IL DIO E LA LUCERTOLA

Prassitele rappresenta Apollo ancora adolescente mentre, appoggiato a un albero, mostra la chiara intenzione di uccidere la lucertola che vi si sta arrampicando (Sauroctòno significa infatti “che uccide una lucertola”). Apollo non appare come un dio maestoso e distaccato, ma molto umano, anche grazie alla scelta del momento in cui è colto: quello di un gioco infantile.

  punti fermi

PRASSITELE:

  • raffigura soprattutto                                                       e                                                      .
  • usa spesso il                                                       che gli permette di creare figure più morbide.

Artelier
Artelier
Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva