PASSATO E PRESENTE - Il mito delle Sirene

PASSATO E PRESENTE

Il mito delle Sirene

L’immagine delle Sirene è oggi associata a creature meravigliose, dall’aspetto di avvenenti ragazze nella metà superiore del corpo e di pesci in quella inferiore. Le Sirene degli antichi, in realtà, erano ben diverse: metà donne e metà uccelli, avevano artigli e, nel complesso, una natura decisamente aggressiva.

Figlie di una Musa e del dio-fiume Acheloo, oppure delle divinità marine Forco e Ceto, abitavano sull’isola di Antemoessa (in greco “fiorita”), localizzata ora a sud della penisola di Sorrento, ora vicino allo stretto di Messina. I marinai che cedevano al fascino del loro canto venivano divorati dalle Sirene che lasciavano poi le loro ossa biancheggiare al sole.

L’origine del mito sarebbe connessa con il culto di Persefone, la dea degli Inferi: le Sirene dovevano essere originariamente delle belle fanciulle che accompagnavano la dea nella piana di Enna prima che fosse rapita da Plutone. La trasformazione in donne con la metà del corpo d’uccello sarebbe stata voluta da Demetra, madre di Persefone, come punizione per non aver impedito il rapimento della figlia.

La fine del mondo antico avrebbe segnato un cambiamento anche nella concezione delle Sirene. Nel commento all’Eneide di Servio (IV secolo d.C.) si dava un’interpretazione moraleggiante del mito. Queste creature divennero così il simbolo delle prostitute che seducono i marinai con il canto e parole melliflue. Di lì a poco si costituì l’iconografia delle Sirene con una lunga coda di pesce al posto delle gambe, ricorrente nel Medioevo. Una sirenetta del folklore europeo, per esempio, è Melusina, protagonista di varie leggende.

Il mondo slavo conosce, invece, le Rusalki, divinità femminili simili alle Sirene cui siamo abituati, legate all’acqua e alla primavera e capaci di influire sulla fecondità delle donne, sui raccolti, sulla guarigione dalle malattie. Esse sarebbero le anime di giovani donne morte suicide oppure annegate o uccise in prossimità di un lago o di un fiume. Nel folklore polacco e ucraino si mantiene l’usanza di festeggiarle in primavera e all’inizio dell’estate, gettando corone di fiori nelle acque di fiumi e laghi.

La fortuna moderna e contemporanea del mito delle Sirene, tuttavia, si deve alla fiaba La Sirenetta dello scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata la prima volta nel 1837, alla quale è dedicata la celebre statua collocata all’ingresso del porto di Copenaghen sin dal 1913.

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